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Nuovi guai per Prysmian, titolo crolla. Fa peggio la Juve a oltre -10%

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Si preannuncia un giovedì nero per alcune big di Piazza Affari. Dopo non essere riuscito a far prezzo in avvio di seduta per eccesso di ribasso, il titolo Prysmian cede circa il 9% complice l’emergere di un nuovo problema per il progetto WesternLink. Peggio fa la Juventus dopo la debacle in Champions League.

Nuove grane da progetto WesternLink

Durante la trasmissione di energia regolata da un early use agreement siglato da entrambe le parti all’interno del progetto WesternLink, determinando la temporanea interruzione del sistema. Prysmian informa che è impegnata a risolvere il problema nel più breve tempo possibile, con il minimo impatto possibile.

Non è la prima volta che il progetto WesternLink inguaia in Borsa il titolo Prysmian. Il gruppo lo scorso giugno era stato costretto a rivedere al ribasso stime Ebitda 2018 per maggiori costi del contratto Westernlink; successivamente a settembre era stata costretta a sospendere temporaneamente la messa in servizio e il collaudo del collegamento in cavo tra la Scozia e il Galles (WesternLink interconnection) per un nuovo evento non correlato a quello di giugno 2018.

 

Debacle Juve, uscita da Champions può costare oltre 40 milioni

A far peggior sul Ftse Mib è però il titolo Juventus che ha aperto con un crollo del 13% a 1,26 euro per poi attestarsi a circa -10% dopo la debacle nell’andata degli ottavi di Champions League (sconfitta 2-0 a Madrid contro l’Atletico). I bianconeri, che quest’anno risultavano tra i favoriti alla vittoria finale, rischiano quindi di uscire anzitempo dalla massima competizione continentale. Il ritorno degli ottavi è previsto il 12 marzo a Torino. 

 

L’uscita agli ottavi di finale implicherebbe minori entrate legate alla partecipazione alla fase finale del torneo (pari a 10,5 milioni per i quarti, 12 mln per le semifinali, 15 milioni per le finaliste e 4 milioni ulteriori per la vittoria), senza considerare gli introiti dei biglietti.

 

Conti Tenaris non convincono, attesa per piano Telecom

Pesante oggi anche Tenaris che cede oltre il 2% dopo i deludenti riscontri 2018. Il gruppo dei cavi ha chiuso il quarto trimestre del 2018 ricavi pari a 2,1 miliardi di dollari, in aumento del 32% rispetto al corrispondente trimestre del 2017 e dell’11% rispetto ai tre mesi prima, mentre l’utile netto è salito del 39% a 225 milioni di dollari, sotto il consensus che era di 247,2 mln. L’ebit trimestrale è stato di 179 milioni (+6%), anche in questo caso sotto i 286,9 milioni del consenso.

 

In Italia, in attesa del giudizio di Fitch in arrivo domani, focus sul possibile nuovo scontro tra il governo M5S-Lega e la Commissione europea. Secondo La Repubblica, la prossima settimana Bruxelles diramerà un comunicato, facendo riferimento alle prospettive di crescita dell’economia italiana, sostenendo che i piani di governo per la crescita di lungo termine sono falliti e criticando sia la riforma pensioni con quota 100, sia il reddito di cittadinanza. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha ribadito che il Def verrà presentato secondo i termini, quindi entro il 10 aprile e che parlare di una eventuale manovra correttiva è prematuro.

 

A livello societario, tra i big di Piazza Affari, oggi è in programma il cda di Telecom Italia per approvare i conti 2018 e il nuovo piano industriale (che verranno diffusi domani mattina). Intanto le ultime indicazioni vedono il cda odierno valutare anche la proposta del Comitato rischi di nuove svalutazioni, che toccano tra l’altro, secondo quanto risulta a Radiocor, la controllata dei cavi sottomarini Sparkle. Fonti finanziarie parlano di una cifra fino a qualche centinaia di milioni di euro. Lo scorso novembre Telecom fu costretta a maxi svalutazioni degli avviamenti per due miliardi di euro.