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Nuova caduta per Piazza Affari, rischio BTP affossa banche e utiilty

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Piazza Affari chiude male l’ottava pagando l’aumento delle tensioni legate alla nascita del futuro governo M5S-Lega. L’indice Ftse Mib ha così chiuso in calo dell’1,54% a 22.394 punti complici soprattutto le forti vendite sulle banche, il settore maggiormente sensibile alla febbre da spread.

Nel pomeriggio lo spread Btp-Bund ha toccato un picco a 216 punti base, livello più alto a oltre quattro anni. Il rendimento del decennale italiano si è spinto fino al 2,55% (massimo da ottobre 2014), mentre scende quello del Bund in area 0,40% con gli investitori che acquistano i titoli di Stato tedeschi in virtù dell’aumento dell’avversione al rischio. Risk-off che ha spinto anche al ribasso l’euro, in forte calo soprattutto contro il franco svizzero. La divisa unica europea ha toccati i minimi a quasi 7 mesi contro il dollaro Usa.

Si profilano tempi più lunghi per la scelta della squadra di governo con ancora forti dubbi sulla scelta di alcuni dicasteri chiave, a partire da quello dell’Economia. Salvini e Di Maio continuano a insistere sulla nomina di Paolo Savona, ritenuto un inquilino scomodo in via XX Settembre per le sue posizioni euroscettiche. Lo stesso Savona ha detto che probabilmente ci sono dei veti sul suo nome.

Tra le banche spicca l’oltre -7% di Banco Bpm, che paga anche il downgrade a neutral da parte di Goldman Sachs. Calo superiore al 3% per Intesa Sanpaolo, quasi -4% per Unicredit. Oltre all’effetto spread, per le banche c’è da considerare il rischio legato alla flat tax prevista dal contratto di governo. Come si evince da un’analisi de Il Sole 24 Ore, la riduzione delle aliquote dal 27,5% attuale al 15-20% comporterebbe più svantaggi che vantaggi per le banche. Equita Sim e Mediobanca Securites ritengono comunque poco probabile l’applicazione della flat tax al settore.

L’aumento dei rendimenti dei Btp pesa anche su settore utility con cali superiori al 2% per Enel, Snam e Terna che erano arrivate a perdere oltre il 3 per cento.

Poco sotto la parità Fca (-0,06% che invece nella prima parte di seduta si era mossa bene con Cheuvreux che ha alzato il prezzo obiettivo a 25 euro. Settimana prossima appuntamento con il nuovo piano industriale. Intanto FCA US ha annunciato il richiamo di 4,8 milioni di veicoli a causa di un problema di software che potrebbe compromettere la funzionalità del cruise control. Finora, ha precisato la casa di Auburn Hills, i veicoli coinvolti nell’operazione (Chrysler, Dodge, Jeep e Ram) non hanno registrato incidenti innescati da questa problematica.