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Norvegia, fondo sovrano potrebbe disinvestire dal settore oil & gas

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Il fondo sovrano più grande del mondo potrebbe abbandonare le società del petrolio e del gas. In una lettera inviata al ministro delle Finanze norvegese, la richiesta della Norges Bank

È il fondo sovrano più grande del mondo con un valore di mercato di 8.258 miliardi di corone norvegesi (847 miliardi di euro). Costruito sulla ricchezza creata dal petrolio, di cui la Norvegia è ricca, potrebbe ora liberarsi proprio dei titoli di società attive nel settore dell’oil e del gas.

In una lettera inviata al ministro delle Finanze dal governatore della Norges Bank (la Banca centrale norvegese ndr) Oeystein Olsen e dall’amministratore delegato del fondo Yngve Slyngsad, si raccomanda la rimozione delle azioni di compagnie petrolifere e del gas dall’indice di riferimento, il Gpfg.

“L’indicazione – come spiega il vicegovernatore Egil Matsen nel testo della missiva – discende da argomentazioni puramente finanziarie e dall’analisi dell’esposizione totale del governo norvegese ai due settori”.

In particolare a preoccupare Norges Bank è l’esposizione totale della Norvegia all’oil & gas. Sommando le posizioni detenute nel fondo con la quota nella compagnia petrolifera nazionale Statoil, viene spiegato nella lettera, “l’esposizione del governo ai due comparti è doppia rispetto a quella di un indice azionario globale”.

Il fondo, a fine 2016, possedeva quota in Eni (1,72%), Saipem (1,68%), Saras (1,66%) e Gas Plus (0,01%). Il settore oil si mostra debole a Piazza Affari quando manca poco più di un’ora alla chiusura delle contrattazioni. Teneris perde lo 0,9%, Eni lo 0,86% e Saipem lo 0,5%. Fuori dal Ftse Mib Saras sale invece di quasi il 3%.