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Nissan caccia Ghosn, il ‘colpo di stato’ dei nipponici per fermare i piani di Re Carlos

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Alla fine Nissan fa fuori Carlos Ghosn e conferma la linea dura rispetto alle posizioni più attendiste suggerite da Renault. Il consiglio della casa automobilistica francese infatti aveva chiesto a Nissan, stando alle ultime ricostruzioni stampa, di non prendere una decisione sulla posizione di Ghosn e nominare un presidente ad interim. Nissan ha invece tirato dritto con l’amministratore delegato Hiroto Saikawa che secondo alcune ricostruzioni emerge come una forza trainante dietro l’indagine che ha incastrato il leader di lunga data dell’alleanza Nissan-Renault (che dal 2016 annovera anche Mitsubishi). Ghosn rischia 10 anni di carcere se verrà condannato. 

Il piano segreto di Ghosn osteggiato dai nipponici

Prima del suo arresto a sorpresa di lunedì, Ghosn stava lavorando per promuovere una fusione completa di Nissan con il partner francese Renault, di cui è anche amministratore delegato e presidente.  Un piano malvisto da Saikawa. I giapponesi rivendicano una posizione più forte nell’Alleanza poichè in questi anni la struttura è diventata sempre più controversa alla della forte performance finanziaria di Nissan. Renault  possiede il 43 percento di Nissan, con diritto di voto, mentre Nissan possiede una quota del 15% senza diritto di voto in Renault.

 

Il presidente del gruppo composto dalla casa automobilistica nipponica, dalla francese Renault e dall’altra azienda giapponese Mitsubishi Motors è stato arrestato a Tokyo lunedì scorso con l’accusa di evasione fiscale scatenando un vero e proprio terremoto all’interno della casa automobilistica. Ghosn è stato posto in stato di fermo insieme ad un altro consigliere, Greg Kelly con l’accusa di aver dichiarato guadagni inferiori a quelli realmente percepiti. Secondo notizie di stampa le irregolarità finanziarie contestate ad ambedue i top manager sarebbero andate avanti per cinque anni.

L’arresto di Ghosn e la rimozione dalla Nissan

Oggi con un consiglio di amministrazione straordinario Nissan ha deciso di rimuovere dall’incarico sia Ghosn che Kelly.  Ghosn resta formalmente un semplice membro del board della Nissan, in quanto per la sua rimozione completa occorre un voto dell’assemblea degli azionisti. La casa automobilistica giapponese non nominerà un presidente ad interim, e i suoi tre amministratori indipendenti nomineranno un presidente permanente in seguito, ha detto un portavoce. Renault ieri invece si è mossa diversamente non facendo decadere per il momento decadere il manager dal suo incarico ma designandone uno ad interim Thierry Bolloré e come presidente provvisorio non esecutivo Philippe Lagayette.  Dal canto suo Mitsubishi Motors si riunirà a breve per discutere del futuro di Ghosn e sembra intenzionata a licenziarlo.

 

È un colpo di stato”, ha detto Tatsuo Yoshida, analista di Sawakami Asset Management, che lavorava alla Nissan a Bloomberg.  “L’era di Ghosn è finita”. Classe 1954, brasiliano di nascita e di origini libanesi, Ghosn è uno dei maggiori protagonisti dell’industria automobilistica da diversi decenni. Artefice dell’Alleanza Renault-Nissan, Ghosn ha dato un contributo fondamentale dell’acquisto del 34% di Mitsubishi, riuscendo così a far toccare al gruppo la prima posizione fra i costruttori mondiali per numero di vetture e veicoli commerciali venduti nel 2017, superando Volkswagen e Toyota.

Le teorie sul complotto e la suggestione FCA

Proprio sull’alleanza con la francese Renault, Nissan ha confermato che rimarrà intatta e sia il governo francese che quello giapponese, nei giorni successivi all’arresto di Ghosn, si sono affrettati a dichiarare apertamente il proprio sostegno alla Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi.  Un concetto ribadito anche alla vigilia dell’incontro tra i ministro dell’economia di Tokyo Hiroshige Seko e il suo omologo transalpino Bruno LeMaire. Molti gli analisti che però vedono a rischio il futuro dell’ormai ventennale alleanza franco-giapponese e in Francia gridano addirittura al complotto considerando che Ghosn non ha mai fatto mistero di voler  procedere verso una ulteriore integrazione fino a una sostanziale fusione, progetto che ha incontrato forti opposizioni in Giappone.

In caso di rottura dell’alleanza di lunghissimo corso tra francesi e giapponesi non è da escludersi in prospettiva un inserimento di FCA, il colosso italo-americano è infatti alla ricerca di un partner globale che sia avanti nella rivoluzione elettrica e Nissan corrisponde con questo identikit (in passato si era parlato più volte di un possibile deal con Hyundai).