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Mps: passo indietro dei fondi su cartolarizzazione Npl. Atlante II valuta se proseguire da solo, tempo fino al 28 giugno

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Il fondo Atlante II è rimasto solo al tavolo delle trattative per l’acquisto dei 26 miliardi lordi di Non-performing loan (Npl) del Monte dei Paschi di Siena. I fondi di private equity interessati, Fortress ed Elliott, si sono sfilati dalla trattativa riguardante la cartolarizzazione degli Npl del Monte al termine della riunione svoltasi venerdì scorso a Milano.

La frattura fra i fondi internazionali e l’istituto è dovuta al mancato accordo su termini e condizioni. Infatti, Fortress ed Elliott hanno tentato fino all’ultimo di spuntare un prezzo di cessione del portafoglio Npl più basso del 20% previsto, valutazioni che Mps ha ritenuto inaccettabili pur invitando gli operatori alla calma, anche perché “c’è tempo fino al 28 giugno per trattare”, ha ricordato questa mattina Reuters; Mps, infatti, ha concesso un’esclusiva ai fondi sino a quella data.

Dopo la notizia alla Borsa di Milano si è registrato un netto peggioramento dell’indice dei titoli bancari, che anche quest’oggi viaggiano un passo indietro rispetto all’indice FTSE Mib. Fortress ed Elliott si sono sfilati perché non è stato trovato un, ha spiegato questa mattina l’agenzia Reuters, citando una fonte interna, “Atlante II sta valutando se proseguire da solo“.

Secondo gli analisti infatti il fondo gestito da Quaestio Sgr ha una capienza residua di 1,7 miliardi circa (di cui 450 milioni che potrebbero essere destinati al salvataggio delle due banche venete) e ora potrebbe chiudere l’operazione da solo subentrando agli investitori esteri usciti di scena.

L’operazione sembra fattibile “anche perché la struttura della cartolarizzazione non è in discussione”, ha commentato un analista finanziario interpellato da Borse.it, “tuttavia la Bce vuole certezza sul prezzo di cessione degli Npl in modo da sapere quanto sarà la perdita (per Mps) e ha chiesto un impegno vincolante da parte dei compratori”.

Il tempo stringe, con la scadenza fissata al 28 giugno prossimo: poco più di una settimana a disposizione per raggiungere un accordo, e capire davvero se ci sono soggetti intenzionati a ritirarsi dalla trattativa.