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Mps: un mese per studiare il modo di coinvolgere le obbligazioni subordinate, due ipotesi sul tavolo

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Un mese di tempo per studiare il modo di coinvolgere i titolari di obbligazioni subordinate dopo il fallimento del piano Viola, che prevedeva un aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Il Cda di Mps ha infatti deciso di approfondire “la possibilità di includere nell’operazione un esercizio di liability management, ossia un’offerta diretta a titolari di titoli di debito emessi, o garantiti, dalla banca finalizzata alla loro conversione volontaria, secondo modalità ancora in fase di studio”.

I sondaggi preliminari condotti da Jp Morgan tra gli investitori istituzionali, per testarne la volontà di investire attraverso l’aumento, non sono certo stati esaltanti, nonostante rumors di fantomatiche piste cinesi o di fondi del Qatar. Da qui l’idea di coinvolgere i bond subordinati, come anticipato la scorsa settimana da FinanzaOnLine. Il 24 ottobre il nuovo Ceo Marco Morelli presenterà il piano al mercato.

Il come coinvolgere gli obbligazionisti subordinati è un argomento assai delicato, con potenziali risvolti sociali e politici dirompenti. Il Monte ha in circolazione circa 5 miliardi di euro di titoli subordinati: 2,1 in tagli da 1.000 euro e i restanti con tagli minimi da 50 mila euro. Per prima cosa ci sarà da decidere se coinvolgere anche l’obbligazione con scadenza maggio 2018, venduta allo sportello con tagli minimi da 1.000 euro per finanziare l’acquisizione di Antonveneta.

In secondo luogo sarà da capire come intende procedere nel concreto la banca, in modo da ridurre l’importo dell’aumento a 2,5-3 miliardi di euro. Un’ipotesi, come scritto venerdì da FinanzaOnLine, sarebbe uno scambio tra i subordinati con obbligazioni con scadenze molto lunghe (30 anni ed oltre), garantite da un pool di banche internazionali a fronte di laute commissioni. Oppure scambiandoli con bond perpetual, con la facoltà di conversione in equity dopo un numero definito di anni.

L’altra ipotesi prevede la conversione dei bond subordinati con azioni Mps di nuova emissione, dopo l’aumento di capitale e la cessione dei crediti in sofferenza per circa 10 miliardi di euro. Il valore delle azioni sarebbe decisamente più basso rispetto alle attuali quotazioni, ma apparterrebbero ad una banca ripulita rispetto al passato e, si spera, pronta all’ormai insperata svolta.