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Moody’s: i produttori di auto europei perderanno 5 miliardi. Fiat non potrà più fare affidamento sugli emergenti

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Il calo delle vendite ai minimi da 20 anni produrrà perdite per 5 miliardi di euro. A dirlo è l’agenzia Moody’s in un report dedicato al comparto auto del vecchio continente. Con un rosso del 5% a 12,48 milioni di unità, stima l’agenzia, nel 2013 il mercato europeo metterà a segno il sesto anno consecutivo di contrazione.

Secondo Moody’s quattro produttori, Ford Europe, GM Europe, Fiat Chrysler e Peugeot-Citroen registreranno una perdita complessiva di 5 miliardi nel 2013, la stessa di un anno fa, a causa della “situazione insostenibile” del mercato dell’auto della Zona Euro. “Il mercato di massa -si legge nella nota dell’agenzia- deve fare i conti sia con la capacità produttiva inutilizzata sia con la guerra dei prezzi”.

Nonostante il 2014 dovrebbe segnare il ritorno alla crescita, l’anno prossimo le vendite sono attese in aumento del 3% a 12,845 milioni di unità (rivisto dal precedente +5%), Moody’s invita a non farsi prendere dai facili entusiasmi a causa del protrarsi della crisi economica, in special modo in Paesi come Italia e Spagna.

“Non ci sono indicazioni relative un incremento sostenibile della domanda a partire dall’anno prossimo”, ha detto l’analista Frank Frey nel corso della conference call di presentazione dello studio.

La situazione è particolarmente grave, secondo Frey, per l’accoppiata composta da Fiat e Peugeot-Citroën, “ci chiediamo cosa accadrà a queste società e per quanto tempo ancora riusciranno a contenere il deflusso di liquidità”.

L’outlook per il Lingotto, questa volta in compagnia di Renault, è negativo anche perché non potrà contare ancora a lungo sui mercati emergenti, Brasile e Russia in particolare, per compensare le perdite sul mercato europeo perché, rileva Moody’s, “anche questi mercati stanno perdendo slancio”.

Gli emergenti, ma in questo caso ci riferiamo alla Cina, permetteranno invece ai produttori “premium” come Volkswagen di resistere meglio dei concorrenti alla debolezza domestica. Proprio alla luce delle vendite di auto nel Dragone, stimate in crescita quest’anno del 10%, l’agenzia ha alzato la view sul dato globale 2013-2014 portandola rispettivamente al +3,2 e al +4,8 per cento. “La domanda cinese di auto si conferma un driver chiave per la crescita globale delle vendite”, rileva l’agenzia.