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Mondiali 2014: Brasile, economia nel pallone? (analisti)

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A poche ore dall’inizio dei Mondiali 2014, l’evento calcistico più atteso dell’anno, gli economisti guardano al Brasile con speranza e preoccupazione, alla luce dei dati non confortanti sulla crescita del Paese nell’ultimo periodo. Le stime pubblicate recentemente dall’ufficio di statistica nazionale del Brasile sulla crescita del Pil carioca si sono dimezzate rispetto all’ultimo semestre e la situazione sarebbe peggiore se non fosse per l’ingente spesa pubblica, che ha sostenuto recentemente l’economia verdeoro. I Mondiali 2014 riusciranno a dare slancio all’economia brasiliana?
“In un’ottica di breve periodo – risponde Craig Botham, Emerging Markets Economist di Schroders – la principale considerazione sull’impatto dei Mondiali di calcio in Brasile riguarda la spesa legata ai flussi turistici, mentre i consumi da parte dei cittadini brasiliani saranno posticipati, piuttosto che aumentati”. Secondo le previsioni ufficiali del governo brasiliano, l’afflusso di più di 500.000 mila turisti dovrebbe comportare un rialzo del Pil di quattro punti percentuali, ma le stime degli economisti sarebbero meno ottimistiche, con un aumento dei consumi stimato tra lo 0,1% e lo 0,6% del Pil.  
Ma la debole crescita del Brasile non è l’unico fattore a preoccupare gli economisti. “Da un lato – sostiene Paola Priola del team di MoneyFarm – vi è una riduzione degli investimenti diretti esteri a causa di un sistema di infrastrutture e servizi pubblici poco competitivo rispetto ai Paesi più sviluppati, dall’altro vi è una contrazione dei consumi causata dallo spettro dell’inflazione, da sempre il tallone d’Achille dell’America Latina. E se alle tinte sbiadite del prospetto macroeconomico si aggiungono i colori di un’instabilità generale caratterizzante l’immaginario collettivo del Paese, il quadro è tutt’altro che roseo. Infatti nonostante gli sforzi profusi dall’amministrazione si temono la microcriminalità diffusa, i black out per carenza di energia e soprattutto i disordini sociali”.
 
Congelato il giudizio sull’economia brasiliana per le prossime quattro settimane, dopo il 13 luglio vi sarà da valutare se il connubio economia e pallone possa apportare dei benefici di lungo periodo alle economie dei Paesi in via di sviluppo o se rappresenti, come già avvenuto in passato, una spesa eccessivamente onerosa. Forse la via principale attraverso cui i Mondiali di calcio potrebbero dare impulso allo sviluppo economico è legata alle relative ripercussioni politiche. “La ricandidatura dell’attuale presidente Dilma Rousseff – conclude Botham – potrebbe risentire di scioperi e proteste, e il malcontento generato dai costi e dalla corruzione legati all’evento sarà ancora più al centro dell’attenzione se la Nazionale di casa dovesse offrire una performance mediocre. Se i Mondiali dovessero finire col portare al potere un presidente più riformista, questo avrebbe un effetto reale sulla crescita, anche se i brasiliani potrebbero non essere disposti a vedere in una luce così positiva un’uscita anticipata dal torneo”.