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Mondadori-RCS Libri: ora la palla passa all’Antitrust

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La Borsa continua ad apprezzare l’operazione RCS Libri annunciata da Mondadori anche se rimane sol tavolo l’incertezza legata al pronunciamento dell’Antitrust sul rischio di un’eccessiva concentrazione nel mercato dei libri. Stamattina il titolo Mondadori balza in avanti di un’ulteriore 3% dopo il +2,3% della vigilia con gli analisti che apprezzano le possibili sinergie per il gruppo di Segrate nella divisione libri dove con RCS Libri arriverà a detenere una quota di mercato del 35% circa in Italia. Dal canto suo Rcs, salita di oltre il 5% ieri, con i 127,5 milioni di euro incassati allontana il rischio di una ricapitalizzazione. 

Nodo Antitrust e perplessità del ministro Franceschini 
Per concludere l’operazione servirà il via libera dell’Antitrust che si pronuncerà nei prossimi mesi. Nodo Antitrust che è stato uno dei freni in sede di trattative tra RCS e Mondadori. 
Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, in un’intervista al Corriere della Sera,
La notizia del passaggio di RCS Libri in mano a Mondadori ha suscitato reazioni contrastate con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che ha ribadito le sue preoccupazioni già espresse nei mesi scorsi circa i rischi di questa operazione sul delicato mercato dei libri. “Il governo non può e non deve intervenire – ha puntualizzato il ministro all’Ansa – . Sarà semmai l’Autorità Antitrust, secondo la legge, a valutare come sempre, e nella sua totale indipendenza, l’operazione acquisto Rcs”. Lo scorso febbraio lo stesso Franceschini aveva tweettato: “Molto preoccupato per possibile acquisto di Rcs libri da parte di Mondadori. Troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato”.  
Marina Berlusconi: non bisogna guardare quota, siamo piccoli rispetto a competitor globali quali Amazon 
“Ci rimetteremo al giudizio dell’Antitrust – ha detto Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, in un’intervista al Corriere della Sera – ma vorrei far notare che l’acquisizione  comprende sia libri trade, cioè narrativa, saggistica, varia ecc., sia la scolastica, che è parte molto importante dell’operazione. E per la scolastica la nostra quota resterà sotto il 25%, in un mercato molto più frammentato e competitivo rispetto a quelli degli altri principali Paesi. In Francia i primi due editori di education hanno circa l’85%, in Germania i primi tre il 95%”.  Marina Berlusconi ha poi posto l’accento sul fatto che quello italiano è un mercato molto ristretto: “non bisogna considerare solo le quote ma anche, o forse soprattutto, il fatturato. Nelle classifiche mondiali sia Mondadori che Rcs sono sotto il 35° posto. Siamo piccoli, troppo piccoli. Il punto centrale è quello di avere le dimensioni necessarie per poter competere con gli editori stranieri e con veri e propri monopolisti del calibro di Amazon.