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Ministero Economia: esenzione Imu su prima casa è inefficiente e regressiva. E ci costerà 4 miliardi

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Poco efficiente, regressiva e costosa. Non lascia spazio a dubbi la valutazione del Ministero dell’economia della misura che prevede l’esenzione totale dell’Imu sulla prima casa. Il D.L. n.54 del 1 maggio 2013 oltre a disporre la sospensione del pagamento della prima rata dell’imposta ha delineato i contorni di una riforma dell’imposizione sugli immobili che il governo è impegnato a definire entro la fine del mese di agosto.

Della proposta di abolizione beneficerebbero i circa 17,8 milioni di contribuenti che nel 2012 hanno effettuato versamenti Imu per l’abitazione principale per un importo medio di circa 227 euro. Nel 2012 un quarto delle abitazioni principali risultava già esente da Imu ad aliquota di base.

Poco efficiente
“La proposta di esenzione totale dall’Imu per l’abitazione principale -si legge nel dossier preparato da Via XX settembre- non sembra pienamente giustificabile sul piano dell’equità ed efficienza del tributo, come peraltro emerge anche dalle audizioni di esperti (Copaff, Banca d’Italia) e dalle raccomandazioni del Fondo monetario internazionale”. “Sotto il profilo dell’efficienza, le imposte immobiliari sono preferibili alle imposte sui fattori produttivi (lavoro e capitale) perché minimizzano l’impatto negativo delle imposte sulla crescita economica e hanno effetti meno distorsivi sull’utilizzo dei fattori produttivi e sull’accumulazione del capitale”.

Regressiva
La misura, continua il Tesoro, “avrebbe un effetto fortemente regressivo: il beneficio aumenterebbe al crescere del reddito complessivo“. Nel dettaglio, “i contribuenti con redditi tra i 75 mila euro e i 120 mila euro risparmierebbero infatti 455 euro e quelli con redditi superiori a 120 mila euro 629 euro. Al contrario, il beneficio per i contribuenti più poveri sarebbe sensibilmente inferiore: per i contribuenti con reddito fino a 10 mila euro il risparmio sarebbe di soli 187 euro”.

Costosa
Nel 2012 i versamenti relativi l’Imu per abitazione principale sono ammontati a circa 4 miliardi di euro su base annua di cui circa 3,4 miliardi ad aliquota base e 0,6 miliardi per le maggiorazioni delle aliquote deliberate dai comuni.