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Mercati europei deboli su tensioni Corea del Nord-Usa. Wall Street frena, Vix sale, oro brilla

Le tensioni geopolitiche tornano a fare capolino sui mercati dopo le dichiarazioni di Trump e Pyongyang, con gli investitori che guardano ai beni rifugio per eccellenza (oro e yen). Giù …

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Le tensioni crescenti tra Corea del Nord e Stati Uniti non lasciano indifferenti i mercati europei che aprono la seduta in ribasso. A riaccendere le tensioni le dichiarazioni del presidente statunitense, Donald Trump, che ha promesso di reagire con “fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto” alle minacce del regime di Pyongyang. Quest’ultimo, per tutta risposta, questa mattina, secondo alcune indiscrezioni di stampa, avrebbe ordinato alle sue forze militari di esaminare un piano per un lancio missilistico sulla base militare americana in Guam.

Solo schermaglie verbali tra Washington e Pyongyang? Vedremo come si evolverà la situazione, intanto gli investitori di fronte a questo clima sempre più caldo (rispettando uno schema classico sui mercati finanziari) si sono indirizzati verso i beni rifugio per eccellenza, ovvero oro e yen che hanno imboccato la via dei rialzi. In recupero anche il dollaro sull’euro, con il cambio valuta unica/biglietto verde in area 1,1745. Di contro, queste minacce hanno tarpato le ali alle Borse, a cominciare da Wall Street con l’indice Dow Jones che ha rimandato l’appuntamento con un nuovo record (sarebbe stato il decimo record consecutivo). Chiusura in calo anche per Tokyo, con l’indice Nikkei che ha ceduto l’1,29% finendo a 19.738,71 punti. E il Vix, l’indice della volatilità, si è portato sopra la soglia degli 11 punti mostrando una crescita di circa il 15 per cento.

E a livello macro, nuove indicazioni deludenti in arrivo dalla Cina. Se ieri il mercato non aveva apprezzato il ritmo di crescita di esportazioni e importazioni in Cina, oggi è stata la volta del dato sull’inflazione che non ha centrato le attese. Nel dettaglio, l’inflazione della seconda economia al mondo si è attestata a luglio all’1,4% su base annua, in calo rispetto all’1,5% precedente. Gli analisti si aspettavano una inflazione stabile. E oggi si guarda a livello macro ad alcuni dati in arrivo nel pomeriggio dagli Stati Uniti: focus sulle scorte di petrolio statunitensi e le vendite all’ingrosso a giugno. In serata sarà la volta della Reserve Bank of New Zealand, che dovrebbe confermare il costo del denaro in quota 1,75%.

 

E oggi? In questo scenario le Borse europee si mostrano deboli: i maggiori ribassi si registrano a Francoforte e Parigi con il Dax che cede lo 0,83% a 12189,6 punti e il Cac40 che indietreggia dello 0,84% a 5175 punti, mentre il Ftse 100 lascia sul terreno lo 0,5% a 7505 punti. Segno meno anche per Piazza Affari, con il Ftse Mib che perde lo 0,44% a 21.950,57 punti. Sul fondo del listino milanese Stm e i bancari. Tra le commodity, spicca l’accelerazione dell’oro che in questo momento viaggia a quota 1273,48 dollari l’oncia, con un progresso di quasi lo 0,9 per cento.