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Mercati emergenti verso un 2019 da protagonisti con sponda Fed, flussi record sugli ETF

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Piazza Affari segna già un saldo positivo del 10% da inizio anno e in generale il 2019 è iniziato con il ritorno del sereno anche sui mercati emergenti con realtà quali Brasile e Turchia protagonisti di ritorni a doppia cifra. I mercati emergenti da un lato sono soggetti al rischio legato al rallentamento della Cina, dall’altro hanno trovato sponda già da inizio anno dal cambio di atteggiamento della Federal Reserve che ha inaugurato una politica monetaria attendista sui tassi.

 

In attesa di capire come evolveranno questioni chiave quali la guerra dei dazi e la Brexit, gli investitori si trovano ad affrontare un contesto mutato caratterizzato da una volatilità più accentuata rispetto alle abitudini degli ultimi anni e dal concretizzarsi in molte aree di una fase di rallentamento economico.

 

Nel 2018 quasi tutte le asset class hanno chiuso in territorio negativo e in questo contesto i gestori attivi hanno sofferto di più. Marlène Hassine Konqui, Head of ETF Research di Lyxor Asset Management, rimarca infatti come il 2018 abbia visto il divario tra i flussi verso i fondi attivi e passivi attestarsi al livello più basso degli ultimi sette anni. In Europa, i fondi attivi hanno raccolto 107 miliardi di euro, mentre i fondi passivi hanno raccolto 80 miliardi di euro. I fondi attivi hanno ricevuto appena 27 miliardi di euro in più dei fondi passivi nel 2018, molto meno del divario medio annuo di 250 miliardi di euro negli ultimi sette anni.

ETF mercati emergenti, miglior inizio d’anno di sempre

A gennaio la raccolta netta di nuovi capitali nel mercato degli ETF europei è triplicata a 7,6 miliardi di euro, rispetto ai 2,5 miliardi di dicembre.  I dati mensili pubblicati da Lyxor evidenziano flussi verso gli ETF azionari pari a +1,6 miliardi di Euro rispetto a -1,5 miliardi di Euro, sostenuti dai cospicui afflussi verso le azioni dei mercati emergenti, che hanno registrato il migliore inizio d’anno di sempre (+2,4 miliardi di Euro). Gli ETF su azioni dei mercati sviluppati hanno invece avviato l’anno con una nota negativa, a causa dei significativi deflussi (-2 miliardi di Euro) messi a segno dalle azioni statunitensi. Le difficoltà attraversate di recente dalle azioni europee persistono, in un contesto di incertezze politiche ed economiche (-1,3 miliardi di Euro).

 

Gli ETF obbligazionari, dopo i risultati deludenti del 2018 rispetto a quelli azionari, hanno messo a segno il migliore risultato mensile di sempre (+6,2 miliardi di Euro), trainati dai titoli di Stato dei mercati sviluppati e di quelli emergenti (rispettivamente +2,2 miliardi e +2,4 miliardi di Euro). Gennaio è stato un mese molto positivo anche per gli ETF Smart Beta, con 1,4 miliardi di Euro di nuovi capitali raccolti, cui hanno contribuito strategie quality ed ETF income-generating.

 

Di seguito Marlène Hassine Konqui di Lyxor indica i possibili trend del mercato degli ETF in Europa per i prossimi mesi.

Rallentamento crescita peserà su flussi verso i Paesi sviluppati


I flussi verso gli ETF azionari sui mercati sviluppati sono stati correlati all’attività economica per alcuni anni. Negli ultimi due anni i flussi verso i mercati azionari sviluppati sono stati più elevati quando l’attività economica ha raggiunto il suo apice alla fine del 2017. Dal momento che gli analisti della Lyxor Cross Asset Research prevedono una crescita dei mercati sviluppati più contenuta nel 2019, è probabile che i flussi verso le azioni dei mercati sviluppati scendano leggermente rispetto ai livelli del 2018.

Rotazione verso gli emergenti destinata a continuare

A dicembre 2018 abbiamo osservato l’inizio di un cambio di direzione dai mercati azionari sviluppati ai mercati emergenti. Dopo un 2018 in gran parte poco brillante, il sentiment verso i mercati emergenti dovrebbe migliorare nel 2019. Una politica monetaria meno accomodante negli Stati Uniti dovrebbe sostenere i flussi verso i mercati emergenti nel 2019.

Bond, concentrarsi su strategie adatte al contesto in evoluzione

Con la fine dei programmi di Quantitative Easing da parte delle banche centrali e l’aumento dei tassi di interesse, il contesto generale nel 2019 dovrebbe rimanere difficile per gli investitori obbligazionari. Dovrebbero continuare ad attirare interesse gli ETF a breve termine.

 

Rimanendo sempre sul reddito fisso, gli ETF obbligazionari inflation-linked dovrebbero rimanere molto allettanti, con l’inflazione che dovrebbe gradualmente aumentare sia negli Stati Uniti che in Europa.

Smart Beta ideali in un contesto incerto


Nelle fasi più mature del ciclo economico, low-beta e quality, con caratteristiche più difensive, tendono ad essere i fattori preferiti. In un contesto di maggiori incertezza e volatilità, ci aspettiamo anche che gli investitori privilegino strategie Smart Beta basate sul rischio come gli ETF minimum variance.

 

Verso ulteriori afflussi verso gli ETF ESG


Consideriamo l’aumento degli afflussi verso gli ETF ESG come una tendenza a lungo termine, che ha iniziato ad accelerare nel 2018: gli asset verso gli ETF ESG sono aumentati di oltre il 50% in Europa nel corso del 2018, a fronte di un calo dell’1% per l’intero mercato europeo degli ETF. Questi flussi dovrebbero continuare ad essere sostenuti dal crescente interesse degli investitori per le tematiche ESG e dall’evoluzione della regolamentazione. Nel maggio 2018, la Commissione europea ha annunciato un piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile. Tra le altre considerazioni, obbligherà tutti gli investitori a includere i criteri ESG nelle loro decisioni di investimento.

 

 

Per avere ulteriori notizie sugli ETF visiona l’ultimo numero dell’ETF News.