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Mercati Asiatici : Chi ha paura del petrolio cattivo ?

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) +1.80%
Nikkei 225 +1.64%
Hang Seng +2.53%
Csi 300 +1.48%
Shanghai +1.75%
Shenzhen +1.98%
Taiwan Taiex +0.18%
Kospi +1.69%

Con il petrolio che ha toccato venerdì i 117 dollari al barile e con il dollaro, sempre moribondo, che scambia ora a 1.5830 contro euro lasciando prospettare nuovi rialzi per le materie prime, c’è da chiedersi per quale motivo i mercati europei e americani venerdì abbiano festeggiato e cosa abbia spinto i mercati asiatici questa mattina a proseguire con l’euforia.
Gli analisti, sposano l’idea che la frenata dell’economia globale sarà meno decisa e duratura di quanto stimato finora, facendo quindi presagire una ripresa della domanda energetica. Io mi chiedo se qualcuno si sia mai illuso che una semplice crisi finanziaria potesse fermare la sete del energia del pianeta.
Intanto, crisi o non crisi il segretario all’Energia Usa, Samuel Bodman, ha fatto sapere che Washington continuerà a comprare petrolio per ricostituire le Riserve Strategiche di Petrolio statunitensi anche se i prezzi rimarranno sopra i 100 dollari al barile. Bodman ha anche spiegato ai giornalisti che gli Stati Uniti necessitano di riserve di greggio per 90 giorni, mentre attualmente arrivano al massimo a 56.
Poco prima Mahmud Ahmadinejad, presidente dell’Iran, quarto produttore al mondo di greggio dichiarava che il prezzo di oltre 115 dollari al barile raggiunto dal petrolio prima del nuovo massimo “non e’ ancora troppo alto”, e che prendendo in considerazione il deprezzamento del dollaro e in generale l’inflazione mondiale, “il valore reale del prezzo del petrolio e’ ancora inferiore agli anni 80”.
Non sapendo quindi come motivarvi ulteriormente il rialzo in Asia di questa mattina mi limito a segnalarvi due notizie : una riguarda il mercato azionario cinese e una riguarda il ritrovato orgoglio dei cinesi che hanno lasciato la madre patria.
La China Securities Regulatory Commission nel fine settimana è intervenuta con nuove regole per cercare di dare respiro ad un mercato sempre più in difficoltà, quello delle azioni di classe “A” quotate a Shanghai e Shenzhen, che al momento cede ancora il 40% da inizio anno.
Le nuove regole, a sostegno del mercato ma decisamente macchinose, riguardano il comportamento che gli investitori dovranno tenere dopo il periodo di lock up dal collocamento.
Una manifestazione organizzata da cinesi residenti Germania a favore della Cina svoltasi sabato a Berlino, per la quale erano state preannunciate 800 persone, alla fine ha visto la presenza di 2.800 dimostranti. Sugli striscioni c’era scritto “No alla politicizzazione dei Giochi olimpici” e “La libertà di stampa non e’ la libertà di mentire”.

Roberto Malnati