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Mediobanca: banche venete, tra rischi Intesa SanPaolo anche doloroso taglio dividendi

Quattro sono gli scenari considerati, “che riflettono sia un’acquisizione totale che l’acquisto delle good bank, con un un impatto neutrale sull’eps (earning per share-utile per azione) o attraverso un taglio …

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Italian Wake-up Call: si intitola così la nota di Mediobanca Securities, che fa il punto della situazione sui mercati in generale, e che presenta un paragrafo dedicato alle banche venete.

“Radical haircut”: un taglio radicale, scrivono gli analisti nella sezione dedicata al dossier.Mediobanca si concentra su quelle che sarebbero le conseguenze su Intesa SanPaolo, la banca che, secondo quanto emerge dagli ultimi rumor, sarebbe la più probabile a partecipare al salvataggio dei due istituti.

“La stampa- scrivono nel report gli analisti – indica Intesa SanPaolo come l’unica banca che potenzialmente starebbe studiando un takeover di BPVI-Veneto Banca. Noi – continuano – abbiamo creato un modello “plug and play”. considerando tutte le variabili in gioco”.

Intesa SanPaolo, Mediobanca considera quattro scenari

Quattro sono gli scenari considerati, “che riflettono sia un’acquisizione totale che l’acquisto delle good bank, con un un impatto neutrale sull’eps (earning per share-utile per azione) o attraverso un taglio del dividendo 2017″.

“Partiamo dall’assunto del bail-in del debito subordinato, di un taglio del 40% dei costi target, di una copertura delle Npe al 60% senza ulteriori agevolazioni fiscali. La nostra analisi esclude considerazioni sui rischi legali pendenti, interventi volti a rafforzare il fatturato e il rifinanziamento della liquidità garantita dallo stato”.

Uno scenario di impatto neutro sull’eps richiederebbe un aumento di capitale del valore di 2,5 miliardi di euro, con un effetto leva di 20bp sul Cet1 in caso di un takeover completo contro un +10bp di Cet1 nel caso di acquisto delle sole good bank”.

Intesa, Mediobanca su acquisto finanziato da taglio dividendi

Nel caso invece di “acquisizioni che fossero interamente finanziate da un taglio del 90% dei dividendi 2017, la conseguenza sarebbe di un aumento +6% dell’utile per azione 2020 con il ratio Npe della banca al 14% che balzerebbe al 17% in caso di un takeover completo, scendendo invece al 13% nel caso di acquisto delle sole good bank “.

L’analisi suggerisce che:

una operazione di M&A (merger and acquisition, fusioni e acquisizioni) avrebbe un risultato preferibile a quello di altre alternative. Allo stesso tempo, sappiamo che la realtà suggerisce che concludere un accordo sarebbe complesso su molti fronti, anche se Intesa Sanpaolo detiene un forte potere nelle trattative. Riteniamo improbabile una piena acquisizione, considerate le deboli implicazioni per il ratio NPE”.

Intesa, rating e target price di Mediobanca

Il report continua:

Un takeover parziale avrebbe maggior senso da un punto di vista finanziario, ma richiederebbe una revisione strategica da predisporre tre trimestri prima rispetto al nuovo piano e/o un taglio doloroso del dividendo nel breve periodo”.

Gli analisti di Mediobanca fanno notare che non esiste un esito ovvio e decidono di ribadire il rating “neutral”, a fronte di un target sul prezzo di 2,60 euro.