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Le Borse prendono fiato. Non l’oro che tocca nuovo record a 1.217 dollari

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Mercati azionari senza verve all’indomani dei festeggiamenti che hanno accompagnato l’annuncio dell’avvio delle trattative con le banche per la ristrutturazione di 26 mld di dollari del debito in capo a Dubai World.


Tra le valute ritraccia anche oggi lo yen con cross euro/yen a 131,43. Moneta giapponese che perde anche terreno nei confronti di tutte le principali valute (87,15 il cross dollaro/yen) dopo la  decisione della Banca del Giappone di incrementare la politica di quantitative easing e le parole del primo ministro Yukio Hatoyama, che ha dichiarato che dopo il rafforzamento degli ultimi tempi, lo yen che non può essere lasciato “così com’è”.

Bene le materie prime, che ieri hanno beneficiato da un lato della buona intonazione dei listini e dall’altro della decisione della Banca centrale australiana di alzare il costo del denaro per la terza volta consecutiva, portandolo così al 3,75%. Ennesimo record per l’oro, che ha toccato un nuovo picco a 1.217,23 dollari l’oncia, dopo aver sfondato quota 1.200 solo ieri. Oggi il petrolio scende di mezzo punto percentuale a 78$/barile dopo la crescita di 2,9 mln di barili delle scorte (dati Api), attesi per il pomeriggio i risultati ufficiali; in serata importanti spunti potranno arrivare anche dal Beige Book, il report della Federal Reserve sulla prima economia del pianeta.


L’agenda economica odierna vede, inoltre in primo piano alle 14.15 la stima Adp sui nuovi posti di lavoro nel settore privato negli Stati Uniti a novembre, che in genere anticipa abbastanza bene i dati relativi il mercato del lavoro (in calendario per venerdì). Dopo i miglioramenti fatti registrare dalle nuove richieste di sussidio, il consenso degli analisti è orientato per un saldo negativo di 155 mila unità, rispetto alle 190 unità di ottobre.  In qualunque caso si tratta di un dato da prendere con le molle, anche perché se è vero che il clima per quanto riguarda le payrolls è destinato a migliorare è da rilevare che anche nel 2010 il mercato del lavoro a stelle e strisce è atteso debole.