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Italia: rapporto Prometeia-Intesa Sanpaolo, futuro fragile per l’industria -2-

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Le ultime informazioni congiunturali, pur in miglioramento rispetto al recente passato, non allontanano infatti lo spettro di una ripresa lenta, difficile e non priva di rischi, che imporrà una forte selezione all’interno del manifatturiero italiano. Secondo il rapporto “Analisi dei Settori Industriali” presentato oggi, le esportazioni, pur rivelandosi la componente più dinamica di domanda, risulteranno anche al termine del periodo di previsione su livelli sensibilmente inferiori a quelli del 2007, scontando la forza dell’euro e una composizione del commercio mondiale meno favorevole rispetto al periodo pre-crisi. Debole e non priva di rischi anche l’evoluzione prevista per la domanda interna stante le incertezze sulle prospettive del mercato del lavoro e la presenza di fattori vincolanti il recupero degli investimenti. La crescita del manifatturiero italiano è stimata molto modesta (+1,6% medio annuo nel biennio 2010-’11), mantenendo i livelli di attività ben al di sotto di quelli pre-crisi. Nello scenario delineato dal Rapporto, solo i comparti meno penalizzati nell’attuale fase – largo consumo, farmaceutica, potranno tornare ai livelli del 2007 nell’arco della previsione, nell’ipotesi che la crisi non porti le multinazionali attive in questi settori a rivedere le strategie di localizzazione produttiva sui diversi mercati. Anche l’alimentare ritroverà, al termine del periodo di previsione, livelli simili a quelli pre-crisi, nonostante una crescita del fatturato ed una redditività che rimarranno inferiori a quelle del manifatturiero. Tra i settori che, invece, usciranno più ridimensionati al termine della previsione vi sono metallurgia, autoveicoli e moto, elettrodomestici, intermedi chimici, altri intermedi penalizzati dal permanere di un eccesso di capacità produttiva a livello mondiale.