L'Italia porta a Bruxelles il nodo pensioni. Caduta del pil rischia di pesare su conti dell'Inps

Inviato da Redazione il Mer, 17/02/2010 - 13:56
L'Italia ha portato il nodo pensioni sul tavolo dell'Ue. "Le pensioni pesano sempre più sui bilanci di tutti gli Stati dell'Unione e al vertice europeo ho posto il problema dell'età pensionabile". Così il premier italiano, Silvio Berlusconi, a margine del vertice di settimana scorsa tenutosi a Bruxelles e dedicato principalmente agli aiuti alla Grecia in difficoltà con i propri conti pubblici. Berlusconi ha rimarcato come la Ue non ha escluso l'introduzione di meccanismi di gradualità per aumento dell'età pensionabile. Differente la posizione del ministro del Tesoro italiano, Giulio Tremonti. A margine della riunione dell'Ecofin il ministro ha ribadito che la riforma del sistema pensionistico in Italia è già stata attuata e che "sono diversi i Paesi europei alle prese con il problema pensioni, ma non l'Italia". Porta chiusa a ulteriori riforme in Italia anche da parte dei sindacati con il leader della Uil, Luigi Angeletti, che è rimarcato come il capitolo riforme sia chiuso per quanto concerne le pensioni.
Sulle pensioni si è espressa sempre settimana scorsa la Corte dei Conti nella relazione sulla gestione 2008. L'organismo di controllo ha posto il problema della sostenibilità della spesa previdenziale obbligatoria soprattutto a seguito della caduta del prodotto interno lordo negli ultimi due anni a seguito della crisi finanziaria internazionale (nel 2009 il pil italiano risulta in calo del 4,9% secondo gli ultimi dati Istat). Secondo la Corte i risultati positivi riportati dall'Inps poggiano sulle due principali gestioni attive (parasubordinati e prestazioni temporanee), oltre che sugli apporti statali pari a un terzo delle entrate. Nel 2008, in particolare, la consistente risalita delle contribuzioni, collegata all'aumento degli iscritti e di talune aliquote, ha consentito un primo recupero della gravosa situazione deficitaria del comparto del lavoro dipendente - appesantita dalle contabilità separate (trasporti, elettrici, telefonici e dirigenti ex INPDAI) - senza peraltro invertire l'andamento negativo in quello del lavoro autonomo.
Il principale fattore di rischio deriva dalla ricerca strategica di elevati livelli di produttività del lavoro insieme alle generalizzate misure di riduzione degli organici, di blocco delle assunzioni e di taglio ai trattamenti accessori, mosse che a detta della Corte dei Conti rischiano di comprimere i margini della politica retributiva premiale. La tenuta dei saldi positivi del 2008 e del preventivo 2009 nel breve e medio periodo rimane pertanto esposta alla rallentata dinamica delle entrate contributive, alla marcata dilatazione strutturale delle pensioni e alla forte pressione delle prestazioni a sostegno del reddito, almeno sino all'auspicabile miglioramento del quadro macroeconomico.
COMMENTA LA NOTIZIA