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Ipo Sole 24 Ore, individuati già i target per la crescita futura

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Per il Sole 24 Ore si avvicina sempre più velocemente lo sbarco a Piazza Affari. Questa mattina è ufficialmente partita l’offerta pubblica di sottoscrizione del gruppo editoriale multimediale attivo nel settore dell’informazione economica, finanziaria e professionale che si concluderà venerdì 30 novembre. L’ultimo atto che separa l’azienda del quotidiano di via Monterosa dall’inizio delle negoziazioni in Borsa previste per il prossimo 6 dicembre.


La nuova matricola di Piazza Affari si presenta con un’offerta che riguarda oltre 35 milioni di azioni di categoria speciale di nuova emissione (senza indicazione del valore nominale), azioni oggetto di collocamento che rappresenteranno il 30,3% del capitale della società. In dettaglio, il 20% dell’offerta pubblica globale di sottoscrizione pari a oltre milioni di azioni è rivolta a un pubblico retail in Italia,  mentre l’80% è destinato agli investitori istituzionali con un collocamento massimo pari a 28.073.192 azioni. La società ha individuato un intervallo di prezzo delle azioni tra un valore minimo pari a 5,75 e un massimo di 7 euro per azione, corrispondente a una valorizzazione compresa tra 517,5 e 630 milioni di euro.
Tra le banche coinvolte: Mediobanca e Ubs Investment Bank agiscono in qualità di coordinatori dell’offerta globale di sottoscrizione e joint bookrunners. Bnp Paribas, Goldman Sachs, Citi, Banca Imi, Lehman Brothers, Merrill Lynch e Unicredit hanno solo il ruolo di joint bookrunners. Mentre Morgan Stanley riveste il ruolo di advisor dell’emittente.

 “Un appuntamento storico per il gruppo e per il mercato grazie a una realtà editoriale riconosciuta e riconoscibile”. Ha esordito così il presidente del gruppo Il Sole 24 Ore, Giancarlo Cerutti, che non si fa intimorire dal momento delicato che stanno attraversando i mercati finanziari.
Nel corso del roadshow che ha avuto luogo oggi a Milano nella sede del Sole 24 Ore il manager ha spiegato che i fondi raccolti serviranno essenzialmente allo sviluppo futuro del gruppo. Il management ha infatti già individuato dei target chiari: crescita interna per la parte editoriale ed esterna per le aree dei professionisti. 
Come ribadito anche dall’amministratore delegato della società editoriale, Claudio Calabi, il programma di sviluppo si svilupperà essenzialmente per linee esterne. Si punterà ad aziende con una loro validità, un loro valore e una logicità di presenza. “Guarderemo – ha commentato Calabi – alla possibilità che ci sono sul mercato italiano, mantenendo così una posizione di leadership e continuando l’attività di consolidamento in un settore frammentato”. “Focalizziamo con attenzione al mondo professionale aperto maggiormente a livello reddituale, soprattutto al sud-est europeo”. Una strada confermata anche dal presidente: “Sappiamo dove andremo a investire nel post quotazione: abbiamo due/tre target chiari, con ‘nomi e cognomi’ ben precisi”.


Se la televisione è un’idea ormai archiviata, in che direzione andrà il gruppo: più generalisti o professionisti? “Noi abbiamo un modello unico di business, forte sia nel B2B e B2C”, risponde così a un giornalista Calabi, aggiungendo che “oggi, in termini di rapporto dimensionale il mondo dell’informazione (B2C) è maggiore. I passi successivi sono quelli di rafforzare questa leadership e far crescere al contempo l’altra attività, che garantisce una forte stabilità dal punti di vista reddituale”.