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Intesa-Sanpaolo: Generali approva, resta il nodo Eurizon

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“Non potremmo che considerare con favore ed interesse l’operazione di aggregazione”. Queste le parole del portavoce di Generali riguardo le nozze tra Sanpaolo e Intesa. Le ragioni di tale propensione stanno nei numeri. Generali detiene il 7,54% di Intesa e il 2,011% di Sanpaolo e all’indomani dell’aggregazione diverrà il primo soggetto italiano del nuovo gruppo, alle spalle delle fondazioni bancarie. La sua preminenza nell’azionariato ne farà probabilmente il partner di riferimento nel business assicurativo del “supergruppo”. A tale riguardo è da precisare che le strategie seguite finora dai due istituti bancari in questo comparto sono diverse. Nel “cantiere” Sanpaolo è in piena costruzione l’edificio di Eurizon, unità guidata dall’amministratore delegato Mario Greco, sotto la quale sono stati concentrati i business delle polizze e del risparmio gestito. Proprio nei giorni scorsi ha preso il via l’Opa totalitaria sulla controllata Fideuram, finalizzata al suo delisting. Diversa è la strategia di Intesa, i cui sportelli collocano prodotti “esterni” al gruppo, le polizze vita di Intesa vita, frutto di un’allenza con Generali, e i fondi comuni di Caam. E’ presumibile che Generali chiederà di estendere la propria influenza anche sugli sportelli di Sanpaolo. Ma per far ciò Eurizon dovrebbe essere ripensato. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa Fideuram potrebbe essere ceduta come merce di scambio nell’eventualità che qualcuno degli attuali soci forti esca dal nuovo aggregato.