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Idea ‘wait and see’ della Fed placa tempesta sui mercati, attenzione alle payrolls

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L’emoraggia di Wall Street scatenata dal caso Huawei rischiava di portare il panico sui mercati a livello globale come testimoniato dal tracollo di ieri delle Borse Ue (peggior seduta dalla Brexit per l’Eurostoxx 600) accompagnato dalla corsa ai beni rifugio.

A venire in soccorso ai mercati placando il sell-off è stato il rumor apparso ieri sera sul Wall Street Journal circa un possibile cambio di atteggiamento della Fed. Secondo alcuni membri Fed ed in base alla politica “data dependent”, la Banca centrale Usa potrebbe decidere di segnalare un approccio di attesa “wait & see” dopo il probabile rialzo di dicembre. Niente rialzi a cadenza trimestrale nel 2019. In particolare la riunione di marzo del 2019, potrebbe non riservare alcun rialzo del costo del denaro con quindi la prima stretta del nuovo anno eventualmente in arrivo solo a giugno.

Respiro di sollievo che ha portato Wall Street a chiudere a cavallo della parità (addirittura positivo il Nasdaq) dopo che nella prima parte di seduta i ribassi erano stati consistenti.

Non farm payrolls, attenzione a effetto incendi California

Oggi i riflettori tornano sui dati macro, che nei prossimi mesi diverranno sempre più importanti poichè potrebbero offrire una sponda per una Fed meno aggressiva in caso di evidenti segnali di rallentamento della crescita. Jerome Powell potrebbe così ‘accontentare’ in parte il presidente Trump con una politica monetaria meno restrittiva.

I dati di novembre sul mercato del lavoro Usa (tasso di disoccupazione, non-farm payrolls e salari relativi al mese di novembre) non dovrebbero riservare grosse sorprese con la conferma della forte fase espansiva. Gli esperti di Intesa Sanpaolo si attendono ancora una volta un quadro positivo, anche se gli incendi in California potrebbero avere un impatto negativo sui dati di novembre e dicembre.

Fed ‘spera’ in rallentamento occupazione

Gli occupati non-agricoli sono previsti in aumento di 195 mila unità, dopo 250 mila di ottobre. La dinamica occupazionale per settore dovrebbe mantenersi omogeneamente positiva. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere confermato a 3,7%, per il terzo mese consecutivo, sul minimo da dicembre 1969. Il tasso di partecipazione dovrebbe essere stabile a 62,9%. “Con questo livello di partecipazione, la previsione del FOMC di tasso di disoccupazione a 3,5% a fine 2019 sarebbe soddisfatta solo con un netto rallentamento della dinamica degli occupati – argomenta Intesa sanpaolo – . Pertanto, il focus della Fed nei prossimi trimestri sarà sulla combinazione di crescita occupazionale e di forza lavoro per valutare gli eventuali rischi di surriscaldamento del mercato del lavoro: una minor forza dei nuovi occupati sarebbe vista in modo positivo dalla Banca centrale”.

I salari orari dovrebbero mantenersi in espansione di 0,3% m/m. Nel complesso, conclude Intesa Sanpaolo, i dati dovrebbero dare supporto all’intenzione della Fed di proseguire sul sentiero di graduali rialzi.