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Ftse Mib e l’assist Bce. Ma attenzione: non solo Bridgewater, gli altri fondi che shortano più di tutti l’Italia (e come)

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Così Pietro Di Lorenzo, nella sua newsletter Buy & Sell: “Sarà importante, al fine di prevedere i movimenti negli ultimi 70 giorni del 2017, monitorare i movimenti degli investitori speculativi”.

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Il Ftse Mib inizia un’ottava che sarà costellata da nuovi eventi, in primis la riunione del Consiglio direttivo della Bce, in calendario il prossimo giovedì, 26 ottobre. Trader e investitori in trepidazione, visto che il numero uno Mario Draghi dovrebbe annunciare la decisione di far partire il tapering del Quantitative easing, secondo gli economisti, all’inizio del nuovo anno.

Venerdì scorso, il Ftse Mib ha chiuso sui massimi, in rialzo di un punto percentuale circa, sulla scia di rumor, secondo cui la Bce potrebbe trovarsi sul punto di rivedere le disposizioni sulla gestione degli NPL, dopo la carrellata di critiche dall’Italia. Le indiscrezioni hanno fatto da assist soprattutto alle banche.

Tuttavia, come commenta Pietro Di Lorenzo nella sua newsletter Buy & Sell, “il mercato italiano mostra a Ottobre (-1.54%)  una perdita di forza relativa rispetto al Dax Tedesco (+1.27%) e Dow Jones (+4% circa) che sono entrambi a contatto con i massimi assoluti”. E ciò si spiega “con l’incremento delle pressioni ribassiste da parte di importanti hedge fund che stanno puntando in particolare sulla discesa del comparto bancario”.

Di conseguenza, continua Di Lorenzo, “il nostro indicatore NetShort Index (che monitora i movimenti delle vendite allo scoperto degli investitori rilevanti) è vicino ai massimi assoluti toccati a novembre del 2016: in quella occasione le ricoperture scattarono velocemente e a dicembre l’indice  Ftse Mib archiviò uno dei mesi migliori della sua storia con un rialzo del 13.61%).

“Sarà quindi importante, al fine di prevedere i movimenti negli ultimi 70 giorni del 2017, monitorare i movimenti degli investitori speculativi, in particolare di quelli più rilevanti come Bridgewater ( il più grande hedgefund del mondo) che ha cominciato a vendere allo scoperto le Blue Chips italiane a partire dal 5 Ottobre”.

“In questo momento – ricorda Di Lorenzo – Bridgewater ha dichiarato di aver venduto allo scoperto (superando la soglia dello 0,5% del capitale) ben 10 Blue Chips: Banco BPM 0.61% UniCredit 0.61%, Bper Banca 0.6%, Prysmian 0.51%, Ubi 0.51%, Assicurazioni Generali 0.5%, Azimut Holding 0.5%, Enel 0.5%, Eni 0.5%, Intesa Sanpaolo 0.5%. Eventuali ricoperture potrebbero innescare un rimbalzo (analogo a Dicembre 2016), mentre qualora le scommesse ribassiste verranno incrementate ci aspetta un fino anno in lettera soprattutto sui titoli presi di mira dalle “mani forti”.

Fra i titoli del S&P MIB 40 interessanti per la prossima seduta, Di Lorenzo segnala:

  • AZIMUT nostra interessanti segnali di reazione sul supporto passant in area 16.65€. Possibile assistere a un tentativo di rimbalzo da questi livelli
  • Torna l’interesse su MONCLER che disegna una significativa Long white che esplode nei volumi e nella volatilità e riporta i prezzi a contatto con la resistenza chiave passante in area 25€. Una chiusura superiore a questo livello, fornirà un significativo segnale di continuazione rialzista.
  • TELECOM è in una intrigante fase di compressione della volatilità, culminata la quale ci attendiamo una decisa accelerazione. Monitoriamo quindi gli estremi del rettangolo che ingabbia i prezzi da 14 sedute.
  • Interessanti segnali di reazione per UNICREDIT che archivia la miglior seduta dal 12 Settembre. Possibile un ulteriore allungo oltre 17.5€.