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Fed: ora la palla passa alla Yellen, molto dipenderà da sponda mercati a economia Us (analisti)

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Il nuovo taglio degli stimoli deciso ieri dalla Federal Reserve, con acquisti di asset che scenderanno da 75 a 65 miliardi di dollari mensili (30 miliardi di titoli garantiti da mutui più 35 miliardi di Treasuries) non è una notizia esclusivamente negativa per i mercati. La Fed si è mostrata più fiduciosa sulla crescita economica statunitense “con gli outlook che quest’anno raggiungeranno facilmente il 3,5%, o anche più”, commenta Patrice Gautry, chief economist di Union Bancaire Privée – UBP, che vede di conseguenza aumentare la pressione sul nuovo governatore della Fed, Janet Yellen, che da febbraio prenderà il posto di Ben Bernanke. Il prossimo incontro del FOMC è in programma a marzo e tra due mesi “è molto probabile che il tasso di disoccupazione sarà molto vicino, o forse persino sotto, la soglia del 6,5% – rimarca Gautry – obbligando quindi la Fed a cambiare tattica o forse addirittura a evitare qualsiasi riferimento esplicito a questo indicatore”. La Yellen deve quindi affrontare una sfida importante. “I prezzi dell’azionario hanno effettivamente aiutato la ripresa economica degli Stati Uniti nel 2013 e costituiscono chiaramente una variabile per la trasmissione della politica monetaria americana – prosegue l’economista di UBP – in breve, affinché il ciclo di crescita continui, deve esserci fiducia sull’azionario, dunque una politica monetaria chiara e visibile che sia allineata alle aspettative dei vari mercati”.