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FCA: debito scende più del previsto nel primo trimestre, utile e ricavi in linea con le stime

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“Risultati in linea con le nostre attese”. Così il Chief Executive Sergio Marchionne ha avviato la conference call di presentazione dei conti del primo trimestre. Tra gennaio e marzo la casa automobilistica ha registrato ricavi netti per 27 miliardi di euro, -2% rispetto a un anno prima. Al netto dell’impatto negativo dei cambi, il dato segna un +9%.

Le consegne globali hanno superato la soglia del milione di unità totalizzando 1.204.000 veicoli (+5%): a livello geografico la spinta è arrivata da NAFTA e LATAM mentre guardando ai singoli brand spicca il +37% delle consegne globali di Jeep.

L’utile netto ha invece segnato un aumento del 59% a 1.021 milioni di euro in scia della riduzione degli oneri finanziari e delle imposte sul reddito: i primi si sono attestati a 309 milioni di euro, -127 milioni, mentre le seconde, grazie alla riforma fiscale statunitense, si sono ridotte di 164 a 264 milioni. Sia il giro d’affari che quello dell’utile risultano sostanzialmente allineati con il consenso degli analisti.

Meglio del previsto l’andamento del debito netto industriale che, in miglioramento di 1,1 miliardi rispetto a dicembre 2017, è risultato negativo per 1,313 miliardi. Gli analisti di Equita avevano stimato 2,573 miliardi mentre Banca IMI si aspettavano un dato a 2,805 miliardi.

La società ha confermato i target 2018, con ricavi in quota 125 miliardi, l’Ebit adjusted sopra 8,7 miliardi e l’utile netto, sempre in versione depurata, a circa 5 miliardi. La liquidità netta industriale è vista a 4 miliardi. La conferma dell’outlook è legata, ha detto Marchionne, “a cosa vedo in America Latina”.