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Fca al palo in Borsa, ancora un calo delle immatricolazioni in Europa

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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Fca sottoperforma il mercato dell’auto europeo. In un contesto in calo, con le immatricolazioni di auto nell’area Unione euro+Efta che sono scese dello 0,9%, il gruppo guidato da Mike Manley ha visto le registrazioni scendere del 5,2% a 80.213 vetture. Giù anche la quota di mercato che passa al 7% dal 7,3% di un anno fa, mostrando tuttavia un recupero rispetto al 5,9% segnato a gennaio.

Tra i singoli brand della galassia Fca svetta sempre Jeep, che ha immatricolato a febbraio quasi 16.300 vetture, il 35,5% in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. La quota è all’1,4%, in aumento di 0,4 punti percentuali. Performano bene tutti i suoi modelli che chiudono febbraio con forti aumenti delle immatricolazioni: Wrangler +170,2%, Cherokee +121,8%, Compass +33,4%, Grand Cherokee +30,7%, Renegade +27,2%.

Segno meno, invece, per Alfa Romeo che ha registrato un calo di oltre il 41% con 4.334 vetture, e una quota in discesa allo 0,4%, ma anche per Fiat che ha visto le immatricolazioni scendere dell’11,4% a 53.301 unità. Da segnalare, infine, Lancia che a febbraio ha registrato oltre 5.800 vetture, con una crescita record del 38,4%. La quota del marchio è dello 0,5%, +0,1 punti percentuali. Nel mese, Ypsilon (vettura più venduta del segmento B in Italia) aumenta le immatricolazioni del 38,7%, valore che sale al 47,1% considerando i primi due mesi del 2019.

“Così come sta già facendo da parecchi mesi, anche in febbraio Fca ha continuato a ottimizzare le vendite, privilegiando canali privati, flotte, noleggio a lungo termine”, si legge in una nota di Fca.

Mercato europeo dell’auto in stallo 

Mese di febbraio debole per il mercato dell’auto in Europa. “Dopo aver recuperato quasi completamente la caduta dovuta alla grande crisi iniziata nel 2008, il mercato europeo dell’auto appare oggi frenato sia da fattori di carattere generale che da aspetti specifici relativi all’automobile”, segnala il Centro studi Promotor (Csp), commentando i dati sulle immatricolazioni europee di febbraio. Tra i fattori che stanno pesando sulla domanda spiccano il “rallentamento economico” e la “demonizzazione del diesel”.

In particolare, la frenata dell’economia europea già in atto da alcuni mesi, in particolare nell’area euro, potrebbe avere un impatto significativo sulla vendita di automobili nei mesi a venire. E’ questo il monito di Paolo Scudieri, presidente di Anfia, che mette in evidenza anche i numerosi fattori di incertezza che aleggiano sullo scenario europeo e internazionale: alle tensioni relative alla politica commerciale Usa e al rallentamento dell’economia cinese, ereditate dal 2018, si aggiungono possibili rischi derivanti da un aumento della volatilità dei mercati finanziari, la possibile imposizione di dazi doganali nelle importazioni di auto e componenti in USA, la Brexit ‘no deal’, e le elezioni europee, senza dimenticare l’impatto del quadro normative UE, ovvero dei nuovi sfidanti target di riduzione delle emissioni di CO2 fissati per il 2025 e 2030, sui piani di sviluppo dei costruttori europei di auto.