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“Faraone” Naguib Sawiris pronto a mollare l’Italia. E a investire metà patrimonio in oro

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Il magnate potrebbe trarre vantaggio da un eventuale accordo di pace tra gli Usa di Trump e la Corea di Kim-jong un. Ecco come.

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Basta investimenti rischiosi, inclusi quelli nelle tlc in Italia: meglio puntare sull’oro. Il Faraone, così come viene spesso chiamato Naguib Sawiris, magnate egiziano che controlla Italiaonline, si è messo in evidenza in questi ultimi giorni per due dichiarazioni cruciali: una, stando a quanto riportato dal Daily News Egypt, con cui ha confermato l’intenzione di “vendere i propri cabling investments in Egitto, Italia e Pakistan”.

Motivo:  “Non mi piace più investire nelle telecomunicazioni e punto a vendere i miei investimenti”.

L’altra, riportata da Bloomberg, relativa alla decisione di parcheggiare metà del suo patrimonio – che su base netta ammonta alla cifra monstre di $5,7 miliardi  – in investimenti in oro.

Nell’intervista rilasciata all’agenzia di stampa, Naguib Sawiris ha dimostrato di avere le idee ben chiare: a suo avviso, i prezzi dell’oro continueranno a segnare un poderoso rally, balzando dai $1.300 a cui oscillano al momento a $1.800 l’oncia. I listini azionari “sopravvalutati”, invece, secondo lui faranno crash.

“Alla fine c’è la Cina, che non smetterà di consumare – ha detto dal suo ufficio nel Cairo, affacciato al Nilo – E la gente tende a puntare sull’oro durante i periodi di crisi. Noi siamo in questo momento circondati da crisi. Guardate al Medio Oriente e al resto del mondo. Mr Trump non aiuta”.

Il nome Naguib Sawiris è ben noto nella finanza italiana. Il magnate è stato infatti proprietario di Wind-Infostrada, dal 2005 al 2010, anno in cui ha deciso di accettare la proposta di acquisizione arrivata dalla russa VimpelCom.

Successivamente, il Faraone ha messo le mani su Italiaonline, che vive un momento drammatico, con la prospettiva di perdere la sede di Torino e 400 dipendenti.

Lo scorso 27 aprile, l’assemblea degli azionisti del gruppo ha approvato il bilancio del 2017, che si è chiuso con un utile netto di 23,92 milioni di euro. In quell’occasione, l’amministratore delegato di Italiaonline Antonio Converti ha reso noto che l’azienda è pronta a continuare le trattative sugli esuberi e a concentrarsi allo stesso tempo sulla riqualificazione dei dipendenti e sulla digital factory.

“E’ una sfida. Abbiamo bisogno disperatamente di assumere delle competenze digitali. Abbiamo un urgente bisogno, non solo noi, ma tutte le aziende italiane, di assumere ragazzi stem”. Detto questo, Converti ha ricordato il piano sugli esuberi e, anche, “la sostituzione di 100 persone con 100 giovani stem“.

“Abbiamo fatto la mediazione con il ministro e le autorità locali del Piemonte e ci è stato richiesto di modificare la nostra posizione iniziale ed è nata l’idea della digital factory. Abbiamo preso l’impegno di farla a Torino e abbiamo preso l’impegno di costruirla gradualmente riqualificando, con fondi pubblici, il personale. Ovviamente, perché questa qualificazione sia efficace, va verificata. Non possiamo prendere chiunque nella digital factory. Quindi il numero che intendiamo prendere previa la verifica della qualificazione è fino a 200″.

Lo scorso 29 aprile sono arrivate poi le dichiarazioni di Naguib Sawiris sull’intenzione di ritirarsi del tutto dagli investimenti nelle tlc in Italia e non solo. Obiettivo: puntare sul mercato immobiliare, in particolare su quello egiziano, dove intravede laute opportunità.

Tra le mosse che il magnate ha detto di pianificare quella, in particolare, di acquistare terreni direttamente dal governo. Altro target di Sawiris sono le banche. A tal proposito, la sua speranza è che la Banca centrale dell’Egitto modifichi le regole attuali, permettendo ai businessmen egiziani di dar vita a istituti di credito nel mercato, in modo tale da poter entrare lui stesso nel settore.

Ancora, Sawiris ha aggiunto di voler investire nei trasporti e nel petrolio. E ha precisato: “Non voglio siglare alleanze con il governo egiziano né con nessun altro governo al mondo. Voglio lavorare per me stesso”.

Il Faraone ha comunicato inoltre di aver venduto Blue Media, ma si è chiuso nel silenzio alla domanda sui suoi piani nel settore media. Allo stesso tempo, la sua frase: “Non mi piace più investire nelle comunicazioni e ho intenzione di vendere i miei investimenti” non lascia spazio a molti dubbi.

C’è tuttavia un operatore di tlc che potrebbe dare grandi soddisfazioni a Sawiris.

Si tratta di Koryolink, primo operatore telecom della Corea del Nord da lui fondato. Il raggiungimento di un accordo sulla pace tra Pyongyang e gli Usa di Trump potrebbe davvero assicurare una svolta alla sua scommessa (al momento i costi e il fatturato della sua divisione in Corea del Nord non sono riconosciuti nei bilanci del suo colosso Orascom Telecom Media & Technology Holding SAE).

L’importante, ha detto lui stesso, è che Trump non alzi la voce o non mostri un atteggiamento aggressivo con i nordcoreani.

Tornando a Italiaonline, la società è frutto della fusione per incorporazione di Italiaonline in Seat Pagine Gialle, approvata dai cda delle due società il 20 gennaio del 2016.

Il gruppo è controllato direttamente controllata al 58,82% da Libero Acquisition, società di diritto lussemburghese che fa capo alla famiglia Sawiris.