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Eurozona: S&P vede pochi rischi su crescita Pil da rallentamento Cina

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La crescita dell’Eurozona potrebbe rimanere stabile, mentre il resto dell’economia mondiale rallenta. E’ quanto ha dichiarato Standard & Poor’s (S&P), affermando che gli indicatori anticipatori delle tendenza economiche europee suggeriscono una stabilità del Pil dell’area euro, con una leggera flessione prevista per il secondo trimestre del prossimo anno. I consumi dovrebbero essere il driver di tale recupero.

La simulazione viene fuori considerando una crescita della Cina al 6,3% per il 2016 e al 6,1% per il 2017, ritenuto da S&P come lo scenario base. “Le prospettive per le esportazioni diminuiscono frenate dal rallentamento della Cina che si è diffuso ai mercati emergenti. Eppure in alcune aree della zona Euro, soprattutto in Europa centrale ed orientale, rimangono stabili”, ha detto Jean-Michel Six, economista a capo di Standard & Poor per l’Europa, il Medio Oriente e Africa.

In un’altra simulazione effettuata da S&P è stata ipotizzata una crescita cinese più lenta (+4,4% per il 2016 e +3,9% per il 2017). In questo quadro, ritenuto meno probabile, l’Eurozona potrebbe rallentare di 0,8 punti percentuali rispetto a quanto pronosticato nello scenario base. Secondo l’agenzia di rating statunitense la più colpita dall’effetto Cina sarebbe la Germania (impatto negativo dello 0,9%). Le stime sul Pil erano state riviste al ribasso dal capo della BCE Mario Draghi, portate per il 2016 al +1,7% dal precedente +1,9%.