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Eurozona pronta al rally di fine anno?

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La turbolenza estiva ha interrotto la corsa dei listini azionari che ora cercano, con fatica, di riannodare il filo del rialzo. Lo scenario è tuttavia più rischioso e la volatilità si è spostata su un livello più alto. Rimangono preoccupazioni sulla crescita cinese mentre il primo rialzo dei tassi Fed è ormai, per molti analisti, un non-evento. In questa situazione c’è spazio per un rally di fine anno? Finanza.com lo ha chiesto a Pierre Puybasset, portavoce della gestione di Financière de L’Echiquier.

Azionario europeo, in pole-position per il rally
“Siamo ancora positivi sul mercato azionario europeo – chiarisce subito Puybasset – anche se ora c’è più volatilità rispetto all’inizio dell’anno e questo è un elemento da tenere presente quando si investe. In ogni caso sono positivo sul rally di fine anno. I mercati stanno iniziando a guardare al 2016 e la dinamica, per l’economia europea, rimane positiva. Inoltre la Banca centrale europea continua a rimanere in assetto da combattimento. Gli investitori terranno in considerazione il fatto che il Quantitative easing (Qe) durerà più a lungo di quanto inizialmente previsto”. Le parole pronunciate da Mario Draghi dopo la riunione della Bce di settimana scorsa vanno indubbiamente in questa direzione e sono la conseguenza di uno scenario che, nonostante i segnali positivi, ancora non decolla. “L’inflazione rimane bassa, non è al livello che ci si aspettava. Dunque potrebbero provare a spingerla e non sono molti gli strumenti a disposizione. Uno di questi è la gestione del cambio, in altre parole indebolire l’euro”. La valuta unica europea è stato uno dei sostegni che hanno permesso, insieme a bassi costi dell’energia e delle materie prime e al Qe, un miglioramento della situazione economica nell’Eurozona: “Il 2016 continuerà a beneficiare di questo trittico di elementi – riprende Puybasset – ma bisognerà verificare se la distribuzione del credito in Eurozona confermerà i segnali di ripartenza dati nella prima parte dell’anno. Noi pensiamo di sì e ciò significa che la politica dei bassi tassi di interesse si sta ora trasmettendo all’economia, il che è molto positivo”. 
Tassi Fed, il rialzo potrebbe far deragliare il rally?
Tutti gli occhi sono ancora puntati sul primo rialzo dei tassi sui Fed funds. Rimandato a settembre e ora atteso per dicembre è, secondo Puybasset “un rischio che è stato analizzato e ha avuto il suo impatto sui mercati. L’estate è stata burrascosa per le scelte operate dalla People’s Bank of China sul renmimbi ma anche la questione tassi Fed ha avuto il suo peso. Diciamo che su questo tema il mercato si è ricavato un certo margine di sicurezza. Credo che il rialzo dei tassi negli Stati Uniti sia soprattutto un problema per i mercati emergenti in quanto quelli europei continueranno a beneficiare della protezione della Bce. Oltretutto la decisione di rialzare i tassi è un chiaro segnale di stabilità per l’economia americana e quindi un segnale positivo”.