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Elezioni europee, Pimco: minaccia populista sopravvalutata, non sarà un game changer

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Mancano poco più di tre mesi alle elezioni europee, che saranno precedute dall’appuntamento con le elezioni anticipate in Spagna il 28 parile, annunciate ieri dal premier Sanchez. Sui mercati e non solo si guarda con apprensione alla minaccia rappresentata dall’avanzata dei movimenti populisti ed euroscettici che potrebbero sconvolgere gli attuali equilibri dell’UE. Nei giorni scorsi  George Soros ha avvisato circa il rischio per l’Europa di fare la fine dell’URSS se i cittadini pro-Europa non si svegliano contrastando la minaccia populista.

L’analisi di PIMCO

Pimco fa il punti in vista dell’appuntamento di fine maggio in un report intitolato “Elezioni Europee: la minaccia populista potrebbe essere sopravvalutata” in cui si valuta l’impatto dei partiti populisti e le possibili conseguenze per gli investitori.

L’ascesa dei partiti anti-establishment ha implicazioni importanti ovunque, ma nell’eurozona sono di particolare importanza. I partiti populisti dell’eurozona presentano infatti spesso elementi euroscettici: la loro crescita potrebbe di conseguenza minacciare la struttura, e persino l’esistenza, di un’unione monetaria già intrinsecamente fragile.

Dall’analisi di PIMCO emerge che le elezioni del Parlamento europeo del 23-26 maggio 2019 hanno attirato l’attenzione dei mercati finanziari in quanto si potrebbe assistere ad un aumento significativo del numero dei partiti populisti in Parlamento. Per una serie di motivi, tra cui la complessa struttura di governo dell’UE e i pareri divergenti dei partiti populisti stessi, PIMCO ritiene improbabile che l’elezione del Parlamento Europeo possa produrre cambiamenti notevoli per la politica UE o per i mercati.

Non un game changer, ma sui mercati aumenterà nervosismo

Dal punto di vista degli investimenti,  argomentano Nicola Mai, Responsabile della ricerca sul credito sovrano in Europa, e Peder Beck-Friis, Portfolio Manager di PIMCO, una maggiore rappresentanza nel Parlamento europeo dei movimenti anti-establishment ed euroscettici sarebbe un fattore marginalmente negativo, ma non un game changer. Allo stesso tempo però, le elezioni potrebbero causare delle turbolenze sui mercati finanziari nel breve termine. I principali partiti in tutta Europa entreranno presto in “modalità campagna elettorale”, e gli attuali movimenti anti-establishment (tra cui Lega e il Movimento Cinque Stelle in Italia) potrebbero alzare la posta in gioco con proposte fiscali o di immigrazione aggressive. Tutto ciò rischia di aumentare la volatilità politica e di mercato in vista del voto di primavera.