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Effetto S&P penalizza Piazza Affari, Ftse Mib chiude a -0,72%

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Piazza Affari frenata dal downgrade di Standard & Poor’s. Sull’azionario italiano ha pesato il taglio del merito di credito decretato da S&P sull’Italia con rating sceso da “BBB+” a “BBB”, solo due gradini sopra il livello “junk” (spazzatura) sottolineando che la struttura economica del Paese appare destinata a indebolirsi ulteriormente. Confortanti comunque le indicazioni arrivate dalla prima asta di luglio tenuta oggi dal tesoro. Sono stati allocati titoli a breve per 9,5 mld di euro con il rendimento del Bot annuale salito oltre l’1% sui massimi a 4 mesi, bilanciato da un aumento della domanda con l’appeal della carta italiana che non ha quindi pagato la bocciatura arrivata da S&P. A livello internazionale, in attesa delle minute della riunione del Fomc di giugno e del discorso di Bernanke, deboli indicazioni sono arrivate dalla Cina con il surplus della bilancia commerciale inferiore alle attese a giugno con in particolare le esportazioni diminuite del 3,1%.
In chiusura l’indice Ftse Mib ha fermato le lancette a quota 15.677,26 punti in flessione dello 0,72%. A distinguersi in negativo dopo la bocciatura sull’italia da parte di S&P sono stati i testimonial del settore bancario con Intesa Sanpaolo e Unicredit entrambe nelle retrovie del Ftse Mib in calo di circa il 2%.