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Deutsche Bank: aumento capitale, pessimismo su titolo e nodo derivati. Nuove multe in arrivo?

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Oggi, 21 marzo 2017, parte ufficialmente l’aumento di capitale lanciato da Deutsche Bank per un valore di 8 miliardi di euro, attraverso la vendita di azioni a sconto del 35% rispetto al prezzo di chiusura del titolo della scorsa settimana. Il colosso bancario tedesco emetterà 687,5 milioni di nuove azioni, al prezzo di 11,65 euro ciascuna, rispetto ai 17,86 euro a cui il titolo ha chiuso la sessione di venerdì scorso.

Sempre oggi arrivano alcune indiscrezioni, secondo cui Deutsche Bank potrebbe essere colpita da nuove multe da parte della Fed e dal dipartimento di Servizi Finanziari di New York, per irregolarità commesse nel mercato del forex. In particolare, nella causa depositata al tribunale di Manhattan contro DB e altre 15 banche, l’accusa è di aver manipolato le valute nel corso di alcune chat room online, dove si discuteva di 22 valute circa. 

Intanto articolo di Bloomberg firmato da Lionel Laurent, mette in evidenza il timing dell’operazione di ricapitalizzazione, che dovrebbe completarsi prima del primo turno delle elezioni francesi e beneficiare al contempo del sospiro di sollievo che i mercati hanno tirato dopo le elezioni olandesi della scorsa settimana. Altri fattori a sostegno del buon fine della ricapitalizzazione, sono i tassi di interesse, “che finalmente stanno iniziando a normalizzarsi” (anche se a tal proposito le indicazioni che provengono dalla Bce sono tutto fuorché chiare”, e la ripresa del mercato dell’investment banking.

 
E’ ancora presto, scrive Laurent, capire come il mercato accoglierà la richiesta di nuovo capitale di Deutsche Bank, ma il fatto che le quotazioni della banca siano scese del 6% circa nel corso dell’ultimo mese segnala una performance tutto sommato non negativa, per una banca che punta a raccogliere “l’equivalente di un terzo circa del suo valore di mercato”.
 
Proprio nella giornata di ieri, l’istituto si è mostrato inoltre più ottimista, prevedendo una ripresa “significativa” dell’attività dei clienti e un fatturato piatto nel 2017, dopo anni di flessione.
 
Tuttavia l’esperto avverte come siano pochi gli analisti tranquilli riguardo alla performance del titolo: a un valore di 15,57 euro, “il target price del consensus a 12 mesi suggerisce che l’azione dovrebbe cedere di quasi l’11%. “E soltanto due dei 30 analisti che monitorano il titolo raccomandano, stando ai dati di Bloomberg, di acquistare il titolo.

 
Di conseguenza, la domanda è: qual è il motivo per cui si dovrebbe essere ottimisti sul trend dell’azione?
 
Laurent sottolinea che “colmare il buco di bilancio potrebbe davvero aiutare il core business di Deutsche Bank, che ha ammesso che il deterioramento della fiducia dei consumatori le è costato una quota di mercato. In particolare, gli analisti di HSBC stimano che la quota di mercato della banca nel mercato dell’investment banking si è contratta dal 7,6% al 5,3% nel periodo compreso tra il 2014 e il 2016. Gli stessi stimano che, soltanto apparendo più in forze, il colosso potrebbe riaggiudicarsi un giro d’affari di 1 miliardo di euro. Deutsche Bank dovrebbe inoltre beneficiare della ripresa dello stesso business dell’investment banking, con JP Morgan che prevede un balzo del fatturato del mercato del reddito fisso pari a +34% nel primo trimestre. 
 
Se poi la Bce decidesse davvero di fare dietrofront rispetto alla politica monetaria attuale ultraccomodante, secondo HSBC l’aumento dei tassi sui prestiti potrebbe consentire a Deutsche Bank di incassare altre entrate per un altro miliardo di euro. Certo, l’amministratore delegato John Cryan dovrà affrontare diverse sfide.
 
“Gli investitori desiderano che la banca torni in una condizione di redditività, e non si limiti a sopravvivere”. In tal senso, non va a suo favore il trend del ROE, che è stato negativo per due anni. E ancora, se è vero che negli Usa il processo di normalizzazione dei tassi è in corso, in Eurozona Amundi prevede che i tassi rimarranno inchiodati allo zero per i prossimi 12 mesi. 
 
L’operazione di aumento di capitale si completerà il prossimo 4 aprile: si tratterà della quarta iniezione di capitale, per Deutsche Bank, dal 2010.
 
Nella sessione di ieri, il titolo Deutsche Bank ha ceduto sia alla borsa di Francorte che sul Nyse. Dal report annuale diffuso ieri, emerge intanto che i top dirigenti di Deutsche Bank non riceveranno bonus per il secondo anno consecutivo: è lo scotto da pagare per la multa da $7,2 miliardi che la banca tedesca ha deciso di pagare alle autorità Usa, al fine di chiudere il contenzioso nato da una causa avente per oggetto la vendita di asset tossici legati ai mutui. Altre multe pendono inoltre sul bilancio dell’istituto. Nel 2016, Deutsche Bank ha riportato una perdita netta di 1,4 miliardi di euro, dopo quella di 6,8 miliardi nel 2015.
 
Occhio inoltre alle indiscrezioni che sono state riportate la scorsa settimana da Il Sole 24 Ore, secondo cui una ispezione della Bce in Deutsche Bank, iniziata pochi mesi fa e terminata di recente, ha rilevato che i sistemi di gestione del rischio della banca non sono né integrati né solidi a sufficienza per far fronte alle esigenze del front office, e che diversi contratti, tra cui anche quelli relativi alle assicurazioni sulla vita, mostrano debolezze.
 
Nell’articolo del Sole, Claudio Gatti metteva in evidenza anche la disparità di trattamento, da parte della Bce, nei confronti di Deutsche bank e Mps, sottolinendo come: “Nove anni sono passati dal 2008, quando la banca tedesca si è ritrovata in una condizione tecnica di default, ma la sua divisione di gestione del rischio non dispone ancora della solidità richiesta (..)”.

E sul nodo derivati, la questione era stata riproposta per Deutsche Bank a fine 2016, con un alert di JP Morgan sulla presenta di derivati del valore di 42 trilioni di euro, rilevati nel secondo trimestre dello scorso anno. 

L'esposizione ai derivati di Deutsche Bank