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Crollo Provident Financial -70% a Londra, Ftse Mib accelera al ribasso. I grafici che spaventano

La grande scommessa arriverà solo a partire da giovedì 24 agosto, giorno in cui prenderà il via il meeting di Jackson Hole, nello stato americano dello Wyoming. Ma più di …

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Azionario europeo rallenta, in un contesto in cui il guru del mondo della finanza Ray Dalio di Bridgewater Associates conferma di star riducendo l’esposizione al rischio e in cui alla borsa di Londra si assiste al tonfo delle quotazioni di Provident Financial Group (Pfg).

Il titolo crolla -70% a 545,50 pence dopo il profit warning lanciato dalla società di credito al consumo e la notizia delle dimissioni con effetto immediato dell’AD. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari accelera al ribasso, FCA non basta, anzi vira in rosso dopo che Great Wall Motors ha confermato l’interesse, sottolineando tuttavia che non ci sono stati contatti con il Lingotto.

Per Provident Financial il profit warning è il secondo in pochi mesi.

La società ha reso noto di prevedere ora perdite comprese tra 80 milioni e 120 milioni di sterline, a causa del suo tasso di recupero crediti, sceso al 57%, rispetto al 90% del 2016.

Provident Financial ha all’attivo 2,5 milioni di clienti: molti di loro, tuttavia, non presentano i requisiti richiesti per beneficiare di un prestito bancario standard, come riporta anche la BBC, e sono definiti “subprime”.

Sell off anche sui bond emessi dal gruppo con scadenza a 10 anni, con i tassi che dall’1,9% di lunedì, balzano stando al Financial Times al 12,6%.

Il ceo è stato intanto sostituito da Manjit Wolstenholme nel ruolo di presidente esecutivo. Così Wolstenholme, in un comunicato:

“Sono molto deluso dal dover annunciare il rapido deterioramento nell’outlook del business di credito per il settore immobiliare. Proteggere la base di capitale del gruppo cancellando il dividendo a interim e, in tutta probabilità, anche il dividendo annuo, è una risposta appropriata per mantenere i franchising di alto valore di Vanquis Bank, Moneybarn e Satsuma. La mia priorità immediata è di guidare la svolta del business di crediti immobiliari”.

Nel frattempo il mondo degli short seller sta brindando alla notizia. La scorsa settimana, il Sunday Times ha riportato che le società di investimento AQR, Systematica e Lansdowne Partners hanno tutte comunicato alle autorità di regolamentazione di mercato di detenere posizioni short nel mese di agosto sull’azione che, a causa dei crolli, scivola al minimo in cinque anni.

La BBC è riuscita intanto a contattare diversi ex agenti di Provident, la maggior parte dei quali ha deciso di lasciare la società quando è stato lanciato il nuovo sistema di recupero crediti. Diversi agenti non hanno nascosto la loro rabbia e hanno riferito di aver avuto in passato un ottimo rapporto con i clienti. Così un ex manager, Mike Thompson:

“Il precedente modello di Home Credit, che faceva ricorso ad agenti locali in proprio che erano amici e parenti dei clienti, assicurava un accesso appropriato ai prestiti. Con la decisione di scegliere manager di esperienza nel settore clienti, che lavorano utilizzando apposite APP, significa che tutte le relazioni che erano state costruite nel tempo tra gli agenti e i clienti sono state spezzate”.

Tutti i grafici che spaventano gli investitori

In generale la grande scommessa sui mercati, o le grandi scommesse, arriveranno solo da giovedì 24 agosto, giorno in cui prenderà il via il meeting di Jackson Hole, nello stato americano dello Wyoming, inaugurato dalla Federal Reserve Bank di Kansas City.

In quell’occasione, parleranno infatti sia Mario Draghi e Janet Yellen,, i numeri uno rispettivamente di Bce e Fed.

Oltre al caso di Provident Financial che riporta sui mercati l’incubo dei crediti deteriorati, i segnali dell’incertezza del momento sono tutti presenti in alcuni grafici che sembrano dare ragione più alla cautela di Dalio che ai primi acquisti della mattinata.

Per esempio, nella sessione di ieri i tassi sui Treasuries a 30 anni hanno chiuso al minimo dallo scorso 27 giugno: non proprio un segnale positivo per la crescita dell’economia nel lungo periodo.

I titoli FANG (Facebook, Amazon, Netflix, Google) sono scesi al nuovo minimo in sei settimane.

Il Dollar Index è sceso anch’esso, chiudendo vicino ai minimi dal maggio del 2015.

Inquietante è la decorrelazione tra il trend dei metalli industriali – al rialzo – e quello degli indicatori macroeconomici indicati dal Global Macro Surprise Index.

Del fenomeno parla anche Michael Hewson, strategist dei mercati di CMC, che non nasconde la propria sorpresa:

“Guardo alle prospettive dell’economia globale e al prezzo dei metalli, e sembra che ci sia una decorrelazione significativa tra di essi”.

E si può parlare ormai di crisi conclamata per il Russell 2000 Index – indice delle small cap – ormai in rosso dall’inizio del 2017 – che ha azzerato del tutto la outperformance rispetto agli altri mercati successiva all’Election Day in Usa.