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COP21 sul clima: per gli analisti potrebbe essere il summit della svolta

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E’ in una Parigi blindata che si
terrà, a partire dal 30 novembre, l’evento COP21 che riunirà i
leader di tutto il mondo nella missione di avviare un’azione comune nella lotta
ai cambiamenti climatici
. Prima degli attentati jihadisti del 13 novembre le
aspettative erano decisamente alte: dopo Kyoto, infatti, gli analisti
ritenevano che questo sarebbe stato il più importante summit internazionale sul
tema dell’ambiente
, anche perché per la prima volta saranno rappresentate tutte
le aree geografiche del pianeta, Stati Uniti e Cina compresi. Ma purtroppo il
tema della sicurezza e della lotta al terrorismo islamico appanneranno quello,
non meno importante, del clima. Mettendo in forse, o spostando più avanti, l’obiettivo
dell’incontro, e cioè redigere un accordo giuridicamente vincolante per
gli Stati partecipanti al fine di abbattere il riscaldamento globale, limitando
l’incremento a soli due gradi Celsius entro il 2050
.

Obiettivo: basse emissioni

“Lo scopo di COP21 è raggiungere
un accordo per combattere efficacemente il climate change e favorire la
transizione verso un’economia globale resiliente e low-carbon”, spiegano gli
analisti di Standard&Poor’s, che hanno redatto un report sull’impatto che
potrebbe avere l’accordo sulle economie occidentali. “Un accordo di successo – aggiungono
gli analisti – dovrebbe limitare l’emissione di gas serra, limitando l’aumento
della temperatura media globale a soli due gradi”. Le normative nazionali e
internazionali che nasceranno da questo accordo avranno grandi ripercussioni sui
settori ad alto utilizzo di carbone, in particolare per quanto riguarda la
produzione di energia e l’industria estrattiva
. “Questa transizione dovrà
essere finanziata dai privati che dovranno investire in tecnologie a basse
emissioni, come le energie rinnovabili, e nell’efficienza energetica. E sarà
necessario avviare un meccanismo di carbon-pricing per fornire gli incentivi
necessari
“, è il commento di Michael Wilkins, analista di S&P.

Percorso a ostacoli

 Eppure la storia recente è
disseminata di falliti negoziati sul clima, e molti rimangono scettici sui
risultati della conferenza di Parigi. “Molti Paesi hanno assunto impegni in
questi anni. Tuttavia la somma di tali impegni non è sufficiente a limitare l’aumento
medio della temperatura globale portandola a livelli pre-industriali”, osserva
Wilkins. Ma, in concreto, quali sono gli elementi che decreterebbero il
successo del negoziato? Alcuni osservatori sostengono che il successo di COP21
non sarà rappresentato da una legge vincolante, mentre sarebbe auspicabile e
più utile la creazione di un quadro politico di alto livello, ma flessibile, che
permetta a ogni nazione di individuare il suo percorso politico-legislativo per
rispettare i parametri
. “Le nazioni avrebbero in questo modo la possibilità di
realizzare singole politiche per arrivare a decarbonizzare le economie entro il
2100”,
spiega Wilkins.

Finanziare l’impatto zero

Una questione chiave sarà poi il
finanziamento dell’accordo: si tratta di una questione che dovrà essere
sbloccata, affinché si giunga a una vera intesa
“, aggiunge Wilkins.
Secondo gli analisti un accordo internazionale dovrebbe contenere norme comuni
che consentano agli Stati sovrani di collegare e sbloccare i finanziamenti necessari
per abbattere le emissioni. Questo potrebbe avvenire attraverso la promozione
di nuove tariffe sul carbonio e di un sistema di premi per le attività a basso
impatto. “Si tratta di un elemento che potrebbe accelerare gli investimenti in
energia pulita verso l’ambizioso obiettivo di decarbonizzare il mondo
“,
conclude Wilkins.