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Controllata nucleare Westinghouse in bancarotta: Toshiba nei guai tra maxi-svalutazioni e rischio delisting

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Toshiba ha dato il via a un piano per avviare le procedure fallimentari del Chapter 11 per Westinghouse, la controllata americana attiva nel nucleare che la sta portando al collasso e da cui spera di liberarsi prima della fine dell’anno fiscale, il prossimo 31 marzo. 

Il colosso giapponese ha già pagato un prezzo molto elevato per la sua divisione, attraverso svalutazioni di ben $6,3 miliardi sugli asset, e il rischio di un delisting dalla borsa di Tokyo. Il titolo Toshiba ha concluso la sessione odierna in rialzo dell’1% a 219,40 yen, ma è reduce da un crollo del 53% dalla metà dicembre, ovvero dal momento in cui la portata dei problemi di Westinghouse ha iniziato a emergere.

Fondata nel 1886 da George Westinghouse, la società americana è stata travolta dai costi eccessivi dei suoi impianti nucleari situati in South Carolina e in Georgia: costi che, in base alle stime attuali, sono stati superiori di $11 miliardi rispetto a quanto preventivato nel budget.

In una nota, Westinghouse ha reso noto di aver ottenuto un finanziamento del valore di $800 milioni, con cui sosterrà l’operatività dei suoi impianti nucleari durante la fase di ristrutturazione. Così si è pronunciato José Emeterio Gutiérrez, amministratore delegato a interim della società con sede a Pittsburgh, contattato dal Financial Times:

“Siamo concentrati a sviluppare un piano di riorganizzazione, al fine di emergere dal Chapter 11 più forti, continuando allo stesso tempo a essere leader globali della tecnologia nucleare”.

Toshiba tuttavia rischia non poco: l’incertezza sulla vera portata dei problemi finanziari di Westinghouse ha già portato il gruppo giapponese a posticipare, per ben due volte, la pubblicazione dei risultati di bilancio del terzo trimestre fiscale, minacciando per l’appunto il suo status di società quotata.

Gli investitori ritengono tra l’altro che, anche nel caso in cui riuscirà a vendere Westinghouse, Toshiba difficilmente risolverà i propri problemi, visto che è già finita nel mirino del Tokyo Stock Exchange, che ha accusato la società di disporre di un debole sistema di controlli interni, già responsabile di uno scandalo contabile scoppiato due anni fa, del valore di $1,3 miliardi.

Tra l’altro, la sua stessa corporate governance è sotto osservazione, dopo che Toshiba ha rivelato che, da una indagine avviata da alcuni legali, risulterebbe che alcuni esponenti senior di Westinghouse avrebbero fatto “pressioni eccessive” per convincere la società ad acquistare il gruppo americano, nel 2015.