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Cina: Borsa Shanghai crolla ai minimi da 13 mesi. Europa in rosso. Banche sotto pressione a Milano

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Profondo rosso per la Borsa cinese che con il tonfo di questa mattina è scivolata ai minimi degli ultimi 13 mesi. A Shanghai l’indice Composite ha chiuso la seduta con un tonfo del 6,42% a 2.750 punti, mentre lo Shenzen Composite ha lasciato sul parterre oltre 7 punti percentuali. A pesare sono soprattutto i titoli legati alle oscillazioni del petrolio con il Wti che, dopo il rimbalzo di giovedì e venerdì scorso, è sceso nuovamente sotto la soglia dei 30 dollari al barile
Restando in Asia è finita in rosso anche la Borsa di Tokyo interrompendo la striscia di due sedute consecutive in rialzo: l’indice Nikkei ha perso il 2,35% a 16.708 punti risentendo anche della debolezza di Wall Street. Ieri sera infatti a New York hanno chiuso in rosso i principali indici azionari statunitensi: il Dow Jones ha ceduto l’1,30% sotto 16.000 punti, il Nasdaq è arretrato dell’1,59% a 4.518 punti e l’S&P 500 ha perso l’1,57% a 1.877 punti. 
Dall’Asia le vendite si trasferiscono in Europa dove in avvio le Borse viaggiano tutte in territorio negativo: a Francoforte il Dax cede l’1,60%, a Parigi il Cac 40 lascia sul parterre l’1,80%, a Madrid l’Ibex 35 cede l’1,70% e a Londra il Ftse 100 segna una flessione dell’1,40%.
Forte ribasso anche per Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib mostra un ribasso di quasi 2 punti percentuali a 18.280 punti. Sul listino milanese sono ancora le banche ad essere maggiormente affossate dalle vendite, con Mps che non riesce a fare prezzo. Tra le altre il Banco Popolare cede l’1,70% a 8,33 euro, Bpm il 2,30% a 0,75 euro, Intesa SanPaolo il 2,40% a 2,576 euro e Unicredit il 2,50% a 3,644 euro.