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Carige, lo studio: banca ha bisogno di oltre 500 milioni, di cui 200 mln con aumento capitale

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Carige osservata speciale, dopo che un articolo del Sole 24 Ore ha riportato i risultati di uno studio condotto con l’aiuto di R&S Mediobanca. Il titolo dell’articolo è più che indicativo:

“Carige, ecco perché servono oltre 500 milioni”.

Lo studio fa riferimento ai dati di Bankitalia contenuti nel rapporto di stabilità finanziaria, da cui è emerso che a metà del 2018 l’NPL ratio del sistema bancario italiano – il rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti netti totali a clienti- era del 6,5%.

Nel caso di Carige si stima che a fine 2018 l’NPL ratio sia sceso di 3 punti da settembre, dal 14,6% all’11,6%. Per portare l’NPL ratio della banca genovese al 6,5% di sistema, secondo il Sole “occorrerebbe far sparire 850 milioni di crediti dubbi al netto degli accantonamenti”.

“Azzerando le sofferenze nette residue (216 milioni) e mettendo mano per il resto agli Utp – fa notare il quotidiano di Confindustria – si produrrebbero perdite aggiuntive per circa 200 milioni, che dovrebbero essere compensate con un aumento di capitale di analogo importo per rispettare il total capital requirement dello Srep, dando per acquisiti i 320 milioni Tier 2 a sostegno del total capital ratio che oggi vengono forniti dall’oneroso prestito di sistema”.

L’articolo ricorda che “la Bce aveva chiesto un total capital requirement del 13,1% nel 2018, elevato al 13,75% per il 2019 nell’ipotesi contenuta nel prospetto dell’aumento di capitale da 400 milioni che è saltato a dicembre. Ci si arriverebbe appunto con poco più di 500 milioni di capitale di vigilanza complessivo: almeno 190 milioni di mezzi freschi e 320 milioni per compensare il prestito tier 2 da rinegoziare”.