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Capitalia stringe sulle alleanze strategiche, Costamagna superconsulente

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Sarà Claudio Costamagna, un passato come responsabile per l’Europa di Goldman Sachs, la spalla del presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, nella scelta delle future opzioni strategiche, tra cui anche quelle relative a eventuali alleanze. Un annuncio effettuato nell’ambito del cda svoltosi ieri e che avviene proprio in una fase in cui l’istituto romano appare al centro dei giochi aggregativi in Italia. Tanto più dopo l’ammissione di ieri di Unicredit, che in una nota ufficiale ha espressamente inserito Capitalia nel novero di quegli istituti in grado di apportare valore in caso di acquisizione.


 

Sul futuro di Capitalia pendono tuttavia due condizioni sospensive. Da un lato occorrerà infatti attendere di capire se sarà confermato l’orientamento protezionista del neoeletto presidente francese Nicolas Sarkozy anche relativamente a un’eventuale fusione tra Unicredit e Société Générale, dall’altro si attende l’esito della partita riguardante il maggiore azionista di Capitalia, Abn Amro, che controlla l’8,6% del capitale e che è attualmente stretta tra le offerte concorrenti di Barclays e della cordata Rbs-Fortis-Santander.


 


Certamente l’arrivo di Costamagna potrebbe rappresentare un colpo di acceleratore sulla strada di un’aggregazione. Costamagna è un finanziere di fama internazionale, ma è anche considerato vicino al premier Prodi (è stato tra l’altro anche testimone di nozze dell’ex consulente economico di Palazzo Chigi e amico di Prodi, Angelo Rovati). Potrebbe essere la figura giusta per traghettare un’operazione che si rifletterebbe in un riassetto di tutto il sistema finanziario italiano. Il colosso che nascerebbe dalla fusione Unicredit-Capitalia sarebbe ampiamente il primo azionista di Mediobanca (con circa il 17% del capitale) e il secondo alle spalle della stessa Mediobanca in Generali (con circa il 6,5%). Quest’ultima è inoltre uno dei maggiori azionisti di quello che almeno in Italia sarebbe il concorrente diretto del supergruppo, Intesa-Sanpaolo.


 


Intanto però l’effetto principale della nomina di Costamagna è stato quello di prendere in contropiede l’amministratore delegato di via Minghetti, Matteo Arpe, che uscendo dal cda ha affermato di non essere stato informato in precedenza della nomina. E chi sa se saranno risultati convincenti i toni usati da Geronzi, che ha precisato di aver scelto un esterno per l’incarico proprio per fugare i conflitti di poteri sulle strategie tra le due figure di vertice.