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Capitalia: Groenink ostenta sicurezza ma il mercato si attende una sua contromossa

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La prossima mossa del risiko intorno a Capitalia spetterà a chi fino a pochi giorni fa veniva considerato l’azionista più forte, Abn Amro. La banca olandese guidata da Rijkman Groenink rischia di vedersi superata dagli eventi. L’appoggio incondizionato alla riconferma del presidente del gruppo capitolino, Cesare Geronzi, dopo i suoi problemi giudiziari non ha portato lo sperato contraccambio di fiducia. In aggiunta la strategia in Italia con Antonveneta non sembra stia dando i frutti sperati. Al quartier generale di Amstrerdam si sono quindi accorti della necessità di un’aggregazione con un altro istituto di credito italiano e l’ipotesi di Opa su Capitalia, secondo fonti finanziarie, è tornata a far capolino sul tavolo del board di Abn. Il presidente di Abn Rijkman Groenink non sembra però scomporsi alla notizia dell’ingresso del Santander in Capitalia che giudica anzi lusinghiero e positivo per la banca, ma al tempo stesso manda a Roma un avvertimento: gli sviluppi della governance dell’istituto capitolino sono sotto osservazione dopo quella che è apparsa come una chiara differenza di posizioni tra Cesare Geronzi e l’amministratore delegato Matteo Arpe. Che farà allora Groenink? Difficilmente potrà permettersi il lusso di lanciare un’Opa ostile su Capitalia poichè la reazione del Santander e dei suoi alleati potrebbe essere devastante visto che la banca spagnola capitalizza quasi il doppio degli olandesi. A questo punto Abn potrebbe scegliere di cambiare cavallo e puntare su Arpe, mossa rischiosa viste anche le possibili ricadute di un attacco a Capitalia sugli equilibri di Mediobanca e Generali, con l’ombra di Alessandro Profumo sempre dietro l’angolo.