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Buffett: “essere short sull’America è da perdenti, il Dow Jones supererà 1 milione di punti”

Chi è pessimista sugli Stati Uniti è “fuori di testa”. L’oracolo di Omaha parla in occasione della celebrazione del 100esimo anniversario della nascita del magazine Forbes.

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Warren Buffett continua a essere più che ottimista sul futuro dell’economia Usa, anche guardando a un’ottica di 100 anni. In un discorso pronunciato a New York in occasione della celebrazione del 100esimo anniversario del magazine Forbes, Buffett ha sottolineato:

“Ogni volta che sento persone che parlano in modo pessimistico di questo paese, penso che siano fuori di testa”.

Il miliadario, che compare nella copertina del prossimo numero in uscita di Forbes, dedicato ai 100 talenti nel mondo del business, è riuscito a trasformare Berkshire Hathaway – società attiva nel comparto tessile nel 1965 – in una conglomerata presente in oltre 90 settori, che vanno dalle assicurazioni, alle ferrovie, all’energia e al retail.

Buffett ha detto di ritenere che l’indice Dow Jones Industrial Average si attesterà a un valore superiore a 1 milione di punti tra cento anni, rispetto ai 22.370,80 punti a cui ha chiuso la sessione di martedì, 19 settembre.

A suo avviso il target non è irragionevole, se si considera che il listino valeva appena 81 punti, cento anni fa.

Confermata la strategia di puntare su investimenti di lungo periodo. A tal proposito, Buffett ha fatto notare che, da quando Forbes ha creato la sua prima classifica dei 400 americani più ricchi nel 1982, sono stati inclusi nella lista 1.500 uomini d’affari. E tutti avevano un elemento in comune:

Nessuno di loro era uno short seller“, ovvero nessuno aveva scommesso al ribasso sui titoli azionari.

“Sono trascorsi 241 anni da quando Thomas Jefferson ha scritto la Dichiarazione di Indipendenza, ed essere short sull’America è stato sempre un gioco da perdenti. Io prevedo che continuerà a essere tale”.