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Brexit, Schaeuble porge l’altra guancia: porte UE spalancate se Londra ci ripensa

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Si è sempre in tempo per tornare indietro. Apertura a sorpresa del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble sul fronte Brexit: “Se la Gran Bretagna cambiasse idea sulla Brexit, le porte sarebbero aperte” per un rientro di Londra nell’Unione europea. Dichiarazioni che arrivano nel giorno in cui i conservatori guidati da Theresa May hanno trovato un’intesa con gli unionisti nordirlandesi per la formazione del nuovo governo dopo l’esito delle elezioni dell’8 giugno che non avevano dato alla May la maggioranza assoluta in Parlamento.

Schaeuble ha però rimarcato come la palla sia in mano al governo britannico che deve prendere le sue decisioni sulla Brexit. Il potente ministro tedesco ha detto nel corso di un’intervista concessa a Bloomberg di aver discusso l’esito delle elezioni con il Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, concludendo che serviranno a Londra alcuni giorni per decidere la via da seguire.

Esito ultime elezioni comprova riemergere di sentimento pro-Ue
Se da un lato lo stesso Schaeuble ritiene “non molto probabile” che il Regno Unito torni sulla decisione sancita dall’esito del referendum del 24 giugno 2016, dall’altro ha posto l’accento sul cambio di scenario in Europa con l’emergere di un’ondata pro-europea in Francia e il voto dei giovani per il partito laburista in Gran Bretagna come prova del fatto che l’Unione europea ha un futuro.

Barnier: Londra non perda altro tempo
I colloqui tra Gran Bretagna e Unione europea dovrebbero iniziare a fine mese, e Michel Barnier, capo negoziatore del blocco Ue, ha rimarcato che Londra rischia di uscire dal blocco senza che si raggiunga un accordo se la May perderà altro tempo del già limitato tempo a disposizione.
La prossima settimana saranno trascorsi tre mesi dall’invio della lettera sull’articolo 50.

Il risultato elettorale di settimana scorsa ha alimentato la speculazione che il primo ministro Theresa May dovrà avere un approccio più soft nei negoziati per lasciare l’Unione europea dopo una campagna incentrata sulla ricerca di un mandato forte per assicurare una “Hard Brexit“.