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Bpm detta le regole: solo fusione tra pari ed esclude rischio aumento capitale post-fusione

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Piazza Meda archivia il 2015 con utile a 289 milioni di euro e si dice pronta al rush finale per convolare a nozze con il partner ideale, che appare destinato ad essere il Banco Popolare. Il consigliere delegato della Bpm, Giuseppe Castagna, ieri sera non ha fatto mai espressamente il nome del Banco Popolare, ma ormai sembra prossimo un accordo sull’asse Milano-Verona per una fusione tra pari.

“Trovare un partner con cui fare un merger of equals è condizione essenziale del mandato avuto dal mio consiglio”, ha infatti puntualizzato il consigliere delegato della Bpm, Giuseppe Castagna, nel corso della conference call di presentazione dei conti 2015. Inoltre Castagna ha rassicurato che l’istituto milanese prende in considerazione solo operazioni che non comporteranno la necessità di aumenti di capitale. 

Ancora nodi da sciogliere su deleghe e funzioni
Secondo quanto riportato oggi sulla carta stampata a breve dovrebbe esservi un nuovo summit tra Bpm e Banco con ancora dei nodi da sciogliere su deleghe e funzioni. La poltrona di ad andrebbe a Castagna, mentre Faraoni (Banco) sarebbe il dg. Il Banco pretenderebbe, secondo quanto riporta Il Messaggero, che a faraoni vadano le deleghe su finanza, pianificazione strategica, macchina operativa e it. Sulla distribuzione delle funzioni tra Milano (sede legale) e Verona (sede amministrativa) a Verona dovrebbero risiedere crediti, rischi e segreteria societaria. 
Ieri i conti 2015 hanno visto l’utile netto attestarsi a 288,9 milioni rispetto all’utile di 232,3 milioni del 2014. Senza considerare le componenti non ricorrenti, il risultato netto dell’esercizio 2015 è pari a 259,9 milioni, in significativo miglioramento rispetto ai 118,2 milioni dell’esercizio 2014 (+83,4%). Il consiglio di gestione ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,027 euro posto in pagamento a partire dal 25 maggio (stacco cedola 23 maggio).