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Borse Ue in rosso, slittano gli aiuti alla Grecia. Timori di forte rallentamento economico

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Le Borse europee hanno accentuato i ribassi in scia ad un mix di fattori che non lasciano intravedere nulla di buono: lo stallo sugli aiuti alla Grecia, la grana Dexia e i timori di un forte rallentamento economico globale. Le vendite sono scattate prima a Wall Street, dove lo S&P 500 è scivolato sotto quota 1.100 punti per la prima volta dal settembre 2010, poi a Tokyo, con il Nikkei in flessione di oltre 1 punto percentuale, e infine sulle piazze finanziarie del Vecchio Continente. A Francoforte l’indice Dax cede il 2,90%, a Parigi il Cac 40 arretra del 2,60%, a Londra il Ftse 100 perde il 2,20%, a Madrid l’Ibex 35 mostra una flessione del 2,30. Stessa musica a Piazza Affari: l’indice Ftse Mib lascia sul parterre il 2,30% a 14.300 punti, mentre il Ftse All Share arretra del 2,10% a quota 15.030.
 
Grecia. A pesare sulla performance dei listini la decisione dell’Ecofin di rimandare a fine mese l’erogazione della sesta tranche da 8 miliardi di euro in favore di Atene. I ministri delle Finanze della zona euro hanno quindi annullato la riunione straordinaria in programma il prossimo 13 ottobre. Inoltre, nonostante le pesanti misure di austerity adottate dal governo ellenico, la Grecia non riuscirà a rispettare quest’anno i target di bilancio che si era prefissata. Nel frattempo, i leader europei continuano a discutere di un ulteriore rafforzamento del Fondo salva-Stati (EFSF), ma Berlino ha messo un freno alle voci circolate nella giornata di ieri.


Rallentamento globale. A pesare fortemente sono anche i timori di un forte rallentamento economico globale. Goldman Sachs ha nuovamente messo mano alle proprie stime sulla crescita economica globale vedendo una crescita meno sostenuta sia quest’anno che il prossimo con Germania e Francia che potrebbero far registrare una crescita negativa. Le nuove stime della banca d’affari Usa, riportate oggi da Bloomberg, sono di un Pil globale in ascesa del 3,8% nel 2011 e del 3,5% per il 2012, meno rispetto al +3,9% e +4,2% indicato in precedenza. Per i prossimi trimestri Goldman Sachs si aspetta una lieve recessione in Germania e Francia, mentre una flessione più profonda dovrebbe riguardare i Paesi periferici dell’area euro. Per il prossimo anno è atteso un rialzo flebile dello 0,1% del Pil dell’Eurozona rispetto al +1,3% stimato in precedenza.

Dexia. La grana Dexia si è abbattuta sull’Europa. Secondo indiscrezioni della stampa belga, la banca franco-belga rischia uno smantellamento a causa della forte esposizione verso i titoli di Stato greci. Una situazione che ha sicuramente riflessi sulla performance borsistica del comparto bancario europeo, con lo Stoxx Europe 600 Banks in caduta di circa 3 punti percentuali. Ieri Mario Draghi, futuro governatore della Bce, ha ammonito le banche del Vecchio Continente a rafforzare il profilo di liquidità e a rafforzare il capitale. Questa mattina il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, ha provato a rasserenare il clima dichiarando che le banche italiane non hanno problemi di funding.