Borse europee caute: delude Ifo tedesco. Bene Pil inglese

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 25/07/2014 - 11:56
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Le principali Borse europee si muovono sotto la parità, in una seduta caratterizzata dalla prudenza in scia alle indicazioni che sono arrivate dalla Germania con l'indice Ifo di luglio che ha deluso le attese del mercato. Balzo invece per l'economia inglese, con il Prodotto interno lordo (Pil) del secondo trimestre in crescita dello 0,8%.

Le imprese tedesche lanciano segnali di incertezza

Dopo lo Zew  arriva una nuova doccia fredda per la Germania, con le imprese che hanno espresso segnali di incertezza. E' questa la tendenza che emerge dopo la diffusione dell'indice Ifo sul clima degli affari che è sceso e ha deluso le attese. Il dato di luglio si è attestato a 108 punti dai 109,7 punti del mese precedente, mentre il mercato si attendeva un dato pari a 109,4 punti. Si tratta del terzo calo consecutivo. "Le tensioni politiche hanno un costo anche per l'economia tedesca", ha dichiarato Hans-Werner Sinn, presidente dell'istituto Ifo.

"Lo scetticismo sul recupero della locomotiva d'Europa sembra essere condiviso anche dalle aziende tedesche, non solo dagli investitori. La delusione arrivata dall'indice Zew la scorsa settimana non lasciava molto spazio all'ottimismo. Anche la prima economia d'Europa quindi sembra incapace di dare avvio a una ripresa sostenibile nel medio lungo termine", afferma Vincenzo Longo market strategist ​di IG​, rimarcando che "il modello economico tedesco è troppo "export-centrico" e questo lo rende particolarmente vulnerabile alle prospettive di crescita globali".

La fragilità delle economie della periferia dell'eurozona, verso cui sono dirette circa il 40% dell'esportazioni di Berlino, rimane uno dei problemi principali. Secondo Longo "per dare continuità al recupero dell'economia occorrerebbe che la Bce proceda ad attivare il piano di acquisto asset, come già fatto da altre Banche centrali. In questo momento, la differenza di crescita con altri Paesi, come gli Usa, il Giappone, o anche la vicina Gran Bretagna, altro non è che il prezzo che stiamo pagando per il ritardo di una vera politica monetaria espansiva".

Se la locomotiva della zona euro non brilla, c'è un paese all'interno dell'Unione europea che continua a mandare segnali positivi. Si tratta della Gran Bretagna e l'ultimo riscontro in tale direzione è il dato sul PIl diffuso questa mattina. Nel secondo trimestre il Pil della Gran Bretagna si è confermato in crescita dello 0,8% su base trimestrale, in linea con quanto fatto vedere nel primo trimestre e impattando con le attese di mercato. A livello tendenziale la crescita risulta del 3,1% dal +3% precedente. Si tratta del ritmo di crescita più elevato da fine 2007. Con il balzo in avanti dei tre mesi tra aprile e giugno l'economia britannica si è riportata lo 0,2% sopra i picchi pre-crisi toccati nel primo trimestre 2008.

La componente geopolitiche rimane un tema che gli investitori non perdono di vista. Si attendono infatti le nuove sanzioni ai danni della Russia a cui sta lavorando l'Unione Europea, dopo il disastro aereo della settimana scorsa. Intanto ieri si è dimesso il premier ucraino Arseni Iatseniuk.

In questo quadro il Cac40 cede circa lo 0,67%, mentre ilDax lascia sul terreno lo 0,34%. Il Ftse 100 è invariato. Giornata volatile perPiazza Affari: poco prima delle 12 il Ftse Mib cede lo 0,16% a 21.215,38 punti dopo avere toccato in massimo intraday a 21.347,61. Tra i peggiori del listino milanese Mediaset (-2,43%), Azimut (-2,29%) e Salvatore Ferragamo (-1,86%).

 

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