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Borse: Clerical Medical, titoli europei alla sfida del rallentamento Usa-1

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Nel mese di agosto, i titoli azionari globali hanno compiuto ulteriori passi avanti, dove la maggior parte dei mercati ha fatto registrare forti utili in termini di valute locali. Il crollo dei prezzi del petrolio e il debole newsflow economico statunitense hanno attenuato le preoccupazioni per un incremento dei tassi d’interesse nell’economia più grande del mondo. Le azioni tecnologiche si sono rafforzate, a sostegno dei mercati più orientati alla tecnologia, quali quello giapponese, europeo e asiatico. Si sono attenuati i rendimenti derivanti dai titoli azionari britannici, poiché il calo dei prezzi del petrolio ha ridotto le azioni relative alle risorse. Nel frattempo, i mercati obbligazionari globali hanno ricevuto una spinta dalla decisione della Federal Reserve statunitense di fare una pausa per la prima volta dal mese di giugno 2004, nella fase attuale di inasprimento della politica monetaria.

I dati divulgati di recente confermano che l’economia statunitense sta decelerando. Mentre prevediamo che il rallentamento sarà graduale, tenendo l’inflazione sotto controllo, sussiste comunque il rischio che le pressioni inflazionistiche restino una preoccupazione sufficiente a dare luogo a ulteriori aumenti dei tassi d’interesse, benché non si tratti della questione principale. Questo aumenterebbe il rischio di una contrazione economica più pronunciata, che probabilmente sarebbe più dannosa per i titoli azionari, a causa della pressione esercitata sulla crescita degli utili societari e quindi sul mercato azionario americano. Restiamo pertanto in una posizione di sottopeso per quanto concerne i titoli azionari statunitensi.

L’economia europea è in linea di massima robusta e la situazione occupazionale sta migliorando. Tuttavia, l’impatto di un graduale inasprimento della politica monetaria e l’imminente rialzo dell’IVA in Germania, prevista per il prossimo anno, è probabile che impediscano un’ulteriore accelerazione dell’attività. I titoli azionari europei appaiono vulnerabili ad altre correzioni, se persistono i timori di un netto rallentamento della crescita statunitense. Manteniamo quindi in una posizione di sottopeso in questa regione.

Il contesto economico resta ampiamente a sostegno dei titoli azionari britannici, mentre i forti flussi di cassa societari, il tasso d’accelerazione positivo degli introiti e l’ulteriore attività d’offerta dovrebbero contribuire a rafforzare un’eventuale ripresa della fiducia degli investitori. Tuttavia, manteniamo una posizione neutrale per i titoli azionari britannici, oltre che per i mercati giapponese e asiatico, in quanto temiamo l’impatto di un rallentamento dell’economia statunitense sui mercati azionari globali.

I proventi derivanti dalle posizioni di sottopeso per quanto concerne i titoli azionari statunitensi ed europei, sono detenuti in denaro liquido, in dollari americani laddove possibile, poiché prevediamo che la valuta americana mostri un’ulteriore ripresa, sulla scia di tassi d’interesse statunitensi più elevati di quelli della maggior parte degli altri paesi. Restiamo neutrali per quanto concerne i titoli obbligazionari della classe di consistenze. Mentre la domanda proveniente dai fondi previdenziali dovrebbe restare forte, le pressioni inflazionistiche stanno offrendo un contesto stimolante, in particolare dopo la recente ripresa del mercato. Anche l’esposizione alla proprietà è mantenuta a un livello neutrale, bilanciando la forte domanda degli investitori con valutazioni che stanno diventando costose.

L’economia europea è in linea di massima robusta e la situazione occupazionale sta migliorando. Tuttavia, l’impatto di un graduale inasprimento della politica monetaria e l’imminente rialzo dell’IVA in Germania il prossimo anno, è probabile che impediscano un’ulteriore accelerazione dell’attività. Il settore aziendale è ancora solido e prevediamo che la Banca centrale europea continuerà ad aumentare i tassi d’interesse quest’anno ed eventualmente anche il prossimo, nel tentativo di contenere l’inflazione.

Nel contempo, persistono i timori relativi a un netto rallentamento della crescita economica negli Stati Uniti e, se queste paure sono nate verso la fine dell’anno, i titoli azionari europei sono ancora sensibili a un’altra fase decrescente. Inoltre, le azioni europee hanno offerto un miglioramento della performance rispetto agli altri mercati occidentali per gran parte degli ultimi 18 mesi e sono quindi potenzialmente vulnerabili a una correzione in termini relativi e assoluti. Di conseguenza, abbiamo mantenuto la nostra posizione verso una condizione di sottopeso in questa regione. (continua)

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