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Bce: rischi significativi di repricing bond, alert forti perdite capitale per investitori

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I rischi che incombono sulla stabilità finanziaria dell’Eurozona sono al momento contenuti ma rimangono significativi e sono anche cresciuti in alcune aree nel corso degli ultimi sei mesi. E’ quanto si legge nel rapporto sulla stabilità finanziaria redatto su base semestrale dalla Bce.

“I rischi sulla sostenibilità dei debiti sovrani dell’area euro sono saliti nel corso degli ultimi sei mesi. Nelle ultime settimane, tuttavia, gli spread dell’area si sono ridotti e le condizioni di stress sui debiti sovrani sono in qualche modo migliorate, a seguito delle elezioni presidenziali in Francia”.

Nel rapporto si puntualizza tuttavia che “i rischi di repricing rimangono significativi sui mercati del reddito fisso. Si tratta del rischio che i tassi sui bond dell’area euro possano salire in modo brusco senza che si assista a un miglioramento simultaneo delle prospettive di crescita”.

La Bce ritiene che tali rischi derivino dagli Stati Uniti ma non esclude che possano essere scatenati anche da un periodo prolungato di incertezza politica o dalle pressioni inflazionistiche nell’Eurozona più alte delle attese.

Il collegamento con gli Stati Uniti viene spiegato con la politica monetaria della Fed, che potrebbe tradursi anche in una revisione al rialzo delle aspettative sui tassi di interesse Usa; revisione che la Bce definisce un rischio chiave, avvertendo che un eventuale conseguente repricing dei bond dell’Eurozona potrebbe provocare forti perdite di capitale per gli investitori. (per non parlare degli effetti sullo spread Italia-Germania che un rapido balzo dei tassi potrebbe innescare)

Dal documento emerge anche la pulizia dei bilanci delle banche attraverso lo smobilizzo dei crediti deteriorati si conferma tra le preoccupazioni più forti della Bce, che rileva tra l’altro che i progressi fatti fino a ora sono stati lenti.

Allo stesso tempo, la redditività delle banche è bassa e le valutazioni del mercato suggeriscono che non ci sia motivo per tirare un sospiro di sollievo, anche se le pressioni sui titoli (bancari) si sono smorzate.

Infine, secondo la banca centrale guidata da Mario Draghi, la Brexit non fa parte dei principali rischi di stabilità finanziaria, almeno non al momento.