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Bce al primo meeting dell’anno, Draghi chiamato a contrastare la crescente voglia di tapering

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Prima riunione dell’anno per la Banca centrale europea (Bce) senza novità in arrivo, ma con gli ultimi dati sull’inflazione che hanno fatto emergere pressioni per un ritiro anticipato delle misure straordinarie di stimolo monetario, ad esempio iniziando in anticipo il tapering (riduzione progressiva degli acquisti di asset). In tal senso sarà decisivo vedere come Draghi risponderà al fuoco di domande sul nuovo scenario e su possibili ripensamenti di politica monetaria. “Il governatore confermerà una linea dovish, mantenendo aperta la possibilità di ricorrere a qualsiasi opzione la situazione potrebbe rendere necessaria”, sottolinea Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors.

“Sebbene un cambio della stance, decisa appena al meeting scorso, sia fuori discussione, bisognerà vedere in che misura Draghi riconoscerà la diminuzione dei rischi di deflazione ed i progressi del quadro macro – rimarca Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr – . Il rischio è che emerga qualche indizio che gli ultimi sviluppi stanno stimolando un dibattito interno al Governing Council su un eventuale ulteriore tapering”. L’esperto di Anthilia ritiene però che che Draghi “farà di tutto per evitare shock, chiarendo che i progressi sono bel lungi dal poter essere considerati consolidati, e che l’Eurozona necessita ancora di una politica monetaria estremamente espansiva, ma non si può escludere a priori qualche atteggiamento più “hawkish”, frutto di pressioni da parte del fronte dei falchi presenti nel board”.

L’inflazione accelera, ma ancora ben sotto obiettivo 2% 
A dicembre l’inflazione dell’area euro si è attestato all’1,1% su base annua a dicembre, in linea con la stima preliminare e sui massimi da luglio 2013. “L’inflazione rimane lontana dall’obiettivo a medio termine del 2% – aggiunge Dixmier – . Inoltre, la dinamica di crescita positiva evidenziata dai principali indicatori non è sufficiente a cambiare approccio in modo significativo. In particolare, i numeri circa la creazione di posti di lavoro sono troppo deboli per determinare un incremento salariale sufficiente ad accrescere l’inflazione di base”.
Nell’ultima riunione del 2016 la Bce aveva ampliato il suo programma di acquisto di asset (quantitative easing) fino alla fine di quest’anno, anche se la dimensione degli acquisti mensili scenderà a 60 miliardi di euro al mese da aprile rispetto agli 80 mld attuali.

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