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Bankitalia: in accordo con Governo ok a piano salva-banche, operazione da 3,6 mld di euro

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Il Governo e la Banca d’Italia hanno trovato la soluzione alla crisi delle quattro banche in amministrazione straordinaria: Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti. Il salvataggio ha visto la creazione di quattro nuove banche con un’operazione da 3,6 miliardi di euro utilizzando le nuove norme europee sui salvataggi bancari e il Fondo di risoluzione nazionale. Le quattro banche hanno una quota di mercato pari all’1% circa in termini di depositi. 
Le perdite accumulate nel tempo da questi istituti sono state assorbite in prima battuta dagli strumenti d’investimenti più “rischiosi”: azioni e obbligazioni subordinate. Il ricorso a queste asset class è espressamente richiesto nelle nuove direttive europee del “Bail-In”, che entreranno in vigore in Italia dal 1° gennaio 2016. 
Nel dettaglio per ciascuna delle quattro banche la parte “buona” è stata separata da quella “cattiva”. Alla cosiddetta banca buona sono state conferite tutte le attività diverse dai prestiti in sofferenza, ovvero depositi, conti correnti e obbligazioni senior. Il capitale è stato ricostituito a circa il 9% del totale dell’attivo dal Fondo di risoluzione, alimentato da tutte le banche del sistema. A presiedere la “banca buona” sarà Roberto Nicastro, ex direttore generale di Unicredit.
 
Si è inoltre costituita una bad bank nella quale sono stati concentrati i prestiti in sofferenza. La dotazione di capitale alla band bank verrà fornita dal Fondo di risoluzione. I prestiti in sofferenza, svalutati a 1,5 miliardi di euro dall’originario valore di 8,5 miliardi, saranno venduti a specialisti nel recupero crediti o gestiti direttamente per recuperarli meglio. 
L’impegno immediato del Fondo di risoluzione è così suddiviso: circa 1,7 miliardi di euro andranno a copertura delle perdite delle banche originarie, 1,8 miliardi saranno utilizzati per ricapitalizzare le banche buone, mentre 140 milioni andranno alla bad bank per dotarla del capitale minimo necessario a operare. La liquidità necessaria al Fondo è stata anticipata da Intesa SanPaolo, Unicredit e Ubi Banca a tassi di mercato e con scadenza massima 18 mesi
“Il contribuente non subisce alcun costo in questo processo. L’intero onere del salvataggio è posto innanzitutto a carico delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle 4 banche, ma è prevalentemente a carico del sistema bancario italiano”, si legge nella nota di Bankitalia.