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Arpe parla, Geronzi agisce, il mercato valuta

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Nelle stesse ore in cui Matteo Arpe intratteneva gli analisti con la conference call di discussione dei risultati del primo trimestre di Capitalia, in Piazza Cordusio a Milano, sotto molti meno riflettori, ma sotto l’occhio attento delle agenzie, arrivava Cesare Geronzi. Il presidente di Capitalia si sarebbe intrattenuto per oltre un’ora presso la sede di Unicredit. A differenza di Arpe, Geronzi ha mantenuto il silenzio nei confronti dei giornalisti, ma la sola presenza del patron dell’istituto romano appare più di un indizio che qualcosa nell’assetto del sistema bancario italiano possa cambiare. Potrebbe non essere nemmeno un caso che proprio oggi sia in programma l’esecutivo di Mediobanca, di cui Geronzi è vicepresidente.


 

Appaiono quasi profetiche le considerazioni che emergevano stamane da un report di Dresdner Kleinwort, secondo cui un’aggregazione di Unicredit con Capitalia, pur godendo del favore a livello politico “potrebbe richiedere negoziati tra il management”. Anche gli analisti di Euromobiliare nella loro nota giornaliera si sono espressi in merito alla possibile unione sull’asse Roma-Milano, considerandola maggiormente probabile rispetto alla via francese verso Société Générale, anche come conseguenza della nomina di Claudio Costamagna al ruolo di superconsulente per le alleanze strategiche di Capitalia. Secondo la valutazione di Euromobiliare una fusione che avvenisse a un rapporto di concambio compreso tra 1,05 e 1,10 non avrebbe effetti diluitivi su Unicredito.


 


Intanto però il mercato sembra già esprimere il suo verdetto su un deal che appare ancora più probabile, penalizzando il titolo Unicredit e spingendo contestualmente Capitalia a guadagnare oltre due punti percentuali a 7,35 euro. Ulteriori informazioni potranno arrivare con tutta probabilità anche dalla conference call di Mediobanca che prenderà il via attorno alle 16.00 e che sarà tenuta dal direttore generale Alberto Nagel.