Notizie Notizie Italia E’ aperta la corsa al trono lasciato vuoto da Profumo: da Orcel ad Arpe è toto-successione

E’ aperta la corsa al trono lasciato vuoto da Profumo: da Orcel ad Arpe è toto-successione

24 Settembre 2010 09:13

La corsa alla trono lasciato vuoto da Alessandro Profumo in Unicredit è aperta. Il 30 settembre saranno messe sul tavolo del consiglio di amministrazione della banca di Piazza Cordusio le opzioni all’era post Mister Arrogance. E la diplomazia si è già messa al lavoro, per arrivare preparata all’appuntamento. Ieri pomeriggio il presidente Dieter Rampl, il numero uno della Fondazione CariTorino Fabrizio Palenzona e il numero uno della Fondazione CariVerona Paolo Biasi hanno incontrato Andrea Orcel, banchiere d’affari di Bank of America – Merrill Lynch. Un colloquio che secondo la stampa potrebbe essere l’anticamera di un colloquio di assunzione.


Al di là dei giochi della speculazione, una soluzione – segnalano diversi analisti di mercato – non sarà facile da trovare, anche se dovrà avvenire per forza in tempi rapidi per togliere dal limbo dell’incertezza Unicredit. “E’ certo che il cda del 30 settembre vedrà all’ordine del giorno la discussione sui candidati alla successione di Profumo. E’ la priorità: se ne parlerà e se ne parlerà con dovizia di particolare, anche se è assai improbabile che venga definita una lista”, segnalano fonti bancarie interpellate da Finanza.com.


Secondo un esperto di una primaria sim italiana, il processo per la nuova nomina è solo agli inizi e difficilmente si avranno indicazioni definitive prima della dead-line programmata per metà ottobre. E così si moltiplicano sul mercato i possibili alter ego a Profumo. Sullo sfondo resta papabile la soluzione che prevede candidati interni. Sul mercato si guarda, infatti, con interesse all’ipotesi della nomina di un direttore generale che segua da vicino la macchina sul territorio. E tra i quattro vice di Profumo, la figura più adatta per caratteristiche sembra essere quella di Roberto Nicastro, alla guida del retail Unicredit. Anche altri nomi continuano a circolare in queste ore: da Gianpiero Auletta Armenise, già alla guida di Ubi Banca, a Matteo Arpe, ex numero uno di Capitalia ora a Banca Profilo, da Fabio Gallia, a Claudio Costamagna.


Proprio all’ex golden boy della finanza italiana, Matteo Arpe, guarda con interesse il Financial Times che lo candida alla guida di Unicredit. La rubrica Inside Business di Paul Betts del quotidiano finanziario segnala che il degno candidato alla successione di Piazza Cordusio è proprio lui: l’ex amministratore delegato di Capitalia. Un “nome ovvio”  vista “l’esiguità di veri candidati alla guida di Unicredit”. “Questo è servito solo a mettere in evidenza che il nome ovvio per questo compito resta Matteo Arpe, l’ex amministratore delegato di Capitalia, fino al 2007 la terza banca più grande d’Italia”, spiega il giornale, rimettendo indietro le lancette dell’orologio. “Ironia della sorte, sono passati quasi tre anni da quando la banca che Arpe e colleghi hanno salvato dalla quasi bancarotta, è stata consegnata a UniCredit”.


Ad ogni modo, osserva Betts ancora, “quelli che ritengono Arpe non adeguato per l’incarico gli faranno solo un favore, mentre faranno un altro danno all’Italia”. Il corrispondente del Financial Times definisce il caso Profumo “un coup italiano tipico da sala dei consigli con il solito cocktail di tradimenti corporativi, politica interna e trame di palazzo”, indipendentemente dal fatto che l’uscita di Profumo dopo 13 anni come ceo di Unicredit era “più che mai prevedibile”, anche se rileva che vista “l’importanza sistemica di Unicredit come istituzione non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa è chiaro che il cda è stato assolutamente negligente nel non pianificare la successione” di Profumo. Un rebus che Rampl e gli altri che sono rimasti nella banca dovranno risolvere, presto.