Rubriche e analisi Commodity dell’anno: oro, un 2025 scintillante. Il 2026 parte con il fiato corto?

Commodity dell’anno: oro, un 2025 scintillante. Il 2026 parte con il fiato corto?

30 Dicembre 2025 10:01

Dopo settimane di corsa ininterrotta, l’oro ha rallentato bruscamente sul finale del 2025, senza tuttavia precludergli il titolo di commodity dell’anno grazie ad una performance che ha trainato con se anche gli altri metalli preziosi, l’argento su tutti. A pesare sul metallo giallo sono state le prese di beneficio dopo i nuovi massimi storici, un allentamento delle tensioni geopolitiche e alcuni fattori macro e regolamentari che hanno innescato una correzione più ampia su tutto il comparto dei metalli. Di seguito l’analisi tecnica al grafico del future quotato al Comex.

Mercato dell’oro: la condizione di domanda ed offerta

All’insegna di un 2025 contrassegnato da un’elevata volatilità a causa di uno scenario geopolitico particolarmente vibrante, l’oro ha funto più che mai da bene rifugio offrendo una performance che ha spinto l’asset a registrare nuovi massimi storici. Nonostante questo, il metallo giallo è oggetto di una correzione sulla coda dell’anno che, secondo Pranav Mer, vicepresidente di JM Financial Services, potrebbe tradursi in un preludio di un 2026 che difficilmente potrà replicare i risultati dell’anno corrente. L’avvicinarsi delle festività e i livelli tecnici elevati hanno favorito operazioni di profit-taking da parte degli investitori istituzionali, apportando elevata volatilità al future. Una dinamica simile ha interessato anche gli altri metalli, come argento e rame, segno di un riposizionamento generalizzato in chiusura d’anno.

Ad accelerare la discesa, inoltre, è stato l’annuncio di progressi concreti nei negoziati tra USA e Ucraina per una possibile intesa di pace con la Russia. Durante un incontro tenutosi a Mar-a-Lago, il presidente Trump e il presidente ucraino Zelenskyy hanno confermato un “accordo al 90%” su un piano articolato in 20 punti, con pieno consenso su garanzie di sicurezza tra USA, Europa e Ucraina. L’oro ha quindi subito un deprezzamento in risposta all’ottimismo diffuso sui mercati su questo nuovo spiraglio di pace.

Dall’altra faccia della medaglia, nuove turbolenze ad influenzare le quotazioni dei metalli giungono dall’annuncio della stretta cinese sull’export di metalli fisici a partire dal 2026, con l’introduzione di una nuova normativa che prevede licenze obbligatorie per le esportazioni. La misura, pensata per controllare meglio i flussi in uscita in un contesto di carenze industriali, ha scatenato reazioni accese anche sui social: Elon Musk ha definito la scelta “non buona”, sottolineando il ruolo cruciale dell’argento (coinvolto nella stessa normativa) nei processi industriali.

Ulteriore elemento destabilizzante per il mercato dei metalli preziosi nel suo complesso, è stato l’aumento dei margini richiesti dalla CME Group sui contratti derivati di argento con scadenza marzo 2026, passati da $ 20.000 a $ 25.000. Anche se la misura riguarda direttamente l’argento, l’inasprimento delle condizioni ha innescato un’ondata di vendite su tutto il settore, incluso l’oro, colpito da un effetto domino.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future dell’oro quotato al Comex in procinto di chiudere un 2025 segnato da un contesto strutturalmente rialzista ed una performance da inizio anno pari a circa +70%. Dopo il recente massimo storico, il mercato sta tuttavia mostrando segnali di rallentamento che suggeriscono l’avvio di una fase correttiva, al momento ancora pienamente compatibile con il quadro di fondo.

Dal punto di vista grafico, il movimento di medio periodo resta inserito all’interno di un canale ascendente (in verde) che, nell’ultimo impulso, non è riuscito a contenere correttamente i prezzi al suo interno. La fuoriuscita ha generato un eccesso rialzista successivamente riassorbito, con il canale che ora torna a svolgere il ruolo di supporto dinamico chiave. Nonostante la fase di ritracciamento in atto, la trendline rialzista di medio periodo (in blu) rimane ancora distante dalle quotazioni attuali, evidenziando come la struttura primaria del trend non sia stata compromessa.

Nel corso dell’ultima accelerazione rialzista, il grafico ha inoltre mostrato la formazione di un triangolo (in arancione) rimasto incompleto, in quanto il prezzo ha ripreso a salire senza effettuare un secondo test della base. Nonostante ciò, i prezzi hanno comunque raggiunto il target proiettato dalla linea tratteggiata replicando l’altezza verticale del pattern.

Ad ogni modo, anche la recente correzione non suscita sorprese: dall’analisi dei volumi e dall’RSI a 14 periodi emergono delle divergenze ribassiste (in rosso) rispetto all’andamento dei prezzi. Sul fronte dell’oscillatore, il recente movimento ha comportato anche la perdita dei principali supporti, sia quello dinamico (in verde) sia quello statico (in viola), configurazione che conferma un momento di pausa del momentum. In questo contesto, eventuali correzioni più articolate potrebbero essere valutate in prossimità dei supporti inferiori.