Commodity della settimana: alluminio, la geopolitica spinge il future sui massimi del 2022
Fonte immagine: iStock
Il future dell’alluminio è tornato al centro dell’attenzione nelle ultime settimane, complice l’impennata dei prezzi sostenuta dal peggioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente. A spingere il mercato, infatti, non è stato tanto un miglioramento della domanda, quanto piuttosto il timore di un’interruzione significativa delle forniture globali, in un momento in cui le scorte già non offrono ampi margini di sicurezza. Di seguito l’analisi grafica del future quotato al Comex.
Mercato dell’alluminio: la condizione di domanda e offerta
In un momento di volatilità elevata per le commodities, il fattore chiave che ha riacceso la tensione sul mercato dell’alluminio è la crisi tra Stati Uniti, Israele ed Iran, che ha di fatto paralizzato il traffico nello Stretto di Hormuz, snodo essenziale per i flussi energetici e metalliferi. Il Golfo pesa per circa il 9% della produzione globale di alluminio e qualsiasi stop prolungato ai trasporti marittimi può trasformarsi rapidamente in un problema concreto per il mercato fisico. Il rischio non riguarda solo l’export del metallo verso Europa e Stati Uniti, ma anche gli approvvigionamenti di allumina, materia prima fondamentale per il funzionamento degli smelter dell’area. Secondo diversi analisti, una chiusura protratta del corridoio potrebbe quindi colpire l’offerta su due fronti: rallentando sia la produzione, sia le consegne internazionali.
A conferma di quanto sopra, negli ultimi giorni Aluminium Bahrain (Alba) ha dichiarato force majeure sulle spedizioni, segnalando possibili ritardi verso i clienti, mentre lo smelter qatariota Qatalum ha iniziato a ridurre la produzione. Due segnali che confermano come la crisi geopolitica stia già producendo effetti tangibili sulla filiera. A rendere il quadro ancora più fragile c’è poi il caso Mozal, uno dei grandi impianti che riforniscono il mercato europeo, destinato a fermarsi per mancanza di un nuovo accordo sull’energia in Mozambico. L’uscita di scena di questo fornitore arriva nel momento peggiore possibile, proprio mentre il mercato teme una carenza di metallo dal Golfo.
Anche la struttura del mercato segnala un irrigidimento delle condizioni di breve termine. Le scorte nei magazzini LME restano contenute e, soprattutto, è aumentata nettamente la quota di metallo già destinato alla consegna. Il dato sui cancelled warrants — il metallo prenotato per l’uscita dai magazzini — evidenzia una forte crescita rispetto ai livelli di inizio crisi. Questo ha favorito il passaggio del mercato da una configurazione di contango a una di backwardation, cioè con il prezzo del contratto spot superiore a quello delle scadenze successive.
A contrappesare questo squilibrio sul fronte macro giungono altri segnali: il balzo dei prezzi energetici e il rafforzamento del dollaro alimentano i timori di un rallentamento della crescita globale, scenario che rischierebbe di penalizzare la domanda industriale di alluminio. Il metallo leggero resta infatti fortemente legato ai cicli di trasporti, costruzioni e packaging, ed un contesto di minore attività economica potrebbe limitare la durata del movimento rialzista.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future sull’alluminio quotato al Comex, con una performance da inizio anno pari a circa +18%, evidenzia un rafforzamento del trend rialzista che ha portato i prezzi a toccare livelli che non si vedevano da maggio 2022.
Dal punto di vista grafico, la fase ascendente è stata accompagnata dalla presenza di una trendline di breve periodo (in blu) la cui inclinazione è progressivamente aumentata nel tempo. Questo cambiamento suggerisce un’accelerazione del momentum rialzista e una crescente pressione da parte dei compratori. Il future ha trovato più volte resistenza sui principali livelli tecnici, alternando momenti di consolidamento a ripartenze. Queste fasi di accumulazione durante i ribassi hanno permesso al mercato di accumulare energia prima della successiva espansione, culminata con un forte breakout che ha spinto i prezzi oltre l’area dei $ 3.500.
L’RSI a 14 periodi ha mantenuto nel tempo una struttura costruttiva, rispettando i principali livelli di supporto statico (in viola) e dinamico (in verde). Successivamente si è osservata la rottura delle resistenze dell’indicatore, prima quella dinamica (in verde) e poi quella statica (in viola), segnale che ha accompagnato e anticipato la nuova fase di accelerazione. Allo stato attuale l’RSI evidenzia tuttavia una lieve divergenza ribassista (in rosso), che rappresenta il principale ostacolo dinamico nel breve periodo. Qualora questa linea venisse superata al rialzo, il segnale potrebbe rafforzare ulteriormente il momentum del mercato, aprendo la strada a una nuova estensione del rally verso le resistenze grafiche superiori.
